“Midnight” è il disco della mezzanotte; il disco perfetto da ascoltare prima di addormentarsi, fatto di dolci melodie e accompagnato dalla voce delicata di Lewis Watson. Qua e là il songwriter inglese dissemina testi ricchi di sogni, di amore e di speranze. A volte anche di rassegnazione. Affezionato alla sua chitarra acustica e a suoni squisitamente pop, che ricordano molto da vicino quelli alla Ed Sheeran o i The Lumineers, stavolta sembra voler inseguire una strada costituita da suoni diversi e più elettronici.
Il disco inizia con Maybe we’re home, pezzo che con un un climax ascendente pone l’accento sulla chitarra elettrica e sulle percussioni. In alcuni brani ad emergere sono le arpe e i violini che creano melodie più classiche e solenni, come nel brano When the water meets the mountain.
Se anche voi di solito non ascoltate questo genere di dischi, potreste però dare una possibilità ad uno dei seguenti brani: Little light, di cui consiglio anche la versione acustica, perfetta per un falò sulla spiaggia; La song, particolarmente deprimente, ma uno dei pezzi che ho apprezzato maggiormente (per fortuna che dal recente studio di Spotify e Ford è emerso che iniziare la giornata ascoltando anche musica triste può migliorare l’umore!) e infine Forever.
Dai tempi di Youtube, quando Lewis Watson raccoglieva like con le cover dei Bombay Bycicle Club e di Angus e Julia Stone, il ragazzo ne ha fatta di strada ed è riuscito nel suo intento di coccolare, e far rilassare, i suoi ascoltatori; non si può dire lo stesso per ciò che riguarda quello di riprodurre il sound di Bon Iver e dei Coldplay come apertamente dichiarato.
A mio parere il disco sarebbe potuto finire con Run, in cui torna il mood prevalentemente acustico. E invece il cantautore la tira per le lunghe con altri due pezzi (Give me life e Slumber) fino all’ultimo, che riprende il titolo dell’album “Midnight” e che chiude il disco.
Mariangela Santella

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
