Ritorna indomita “5 Canzoni Bomba”, la rubrica in cui vi segnaliamo i cinque migliori brani usciti nell’ultima settimana. Al solo pensiero che tra altre tre o quattro puntate saremo in pieno ottobre, immersi in foschie e coltri piovose e senza venue al chiuso in cui andare per concertini, viene un po’ da piangere. Per cui possano queste bombette allietarvi e augurarvi una buona fine estate.

 

Eels – Who You Say You Are

Solo un anno fa vedevamo Mr. E e le sue gag far capolino dalle nostre parti per il tour di “The Deconstruction”, un lavoro molto disinvolto e a tratti quasi lineare nel suo compitino. A metà agosto ecco a sorpresa un nuovo singolo, Baby Let’s Make it Real, vecchio stile giocato su strofa a tratti spoken e un grandissimo ritornello a fare da pugno nello stomaco. Purtroppo chi scrive era bellamente in vacanza, quindi si ringrazia Mark Oliver Everett per pubblicare la B-side con un paio di settimane di ritardo in modo tale che si possa cogliere l’occasione di parlarne ora in questo format. A tal proposito, in Who You Say You Are ritroviamo quella delicatezza tipica degli Eels, un brano che potrebbe collocarsi in qualsiasi opera di quelle pubblicate dal ’96 a oggi e dopo tutto, se amate gli Eels, va benissimo che sia così.

 

Temples – Paraphernalia

Nel settembre scorso usciva “Hot Motion” e ritrovavamo i Temples che avevamo lasciato lì, in qualche file under “revival”. Qualche brano interessante più nelle intenzioni che nella resa. Un anno dopo ecco un nuovo singolo supervisionato da Sean Lennon, che si staglia nella propria memoria già dopo un paio di ascolti. In più le trovate di produzione, per quanto sempre eccentriche, risultano meno fini a se stesse di quanto sembrassero in “Hot Motion”. Ancora non certo se si tratti di preludio al nuovo disco, è sicuro che si tratti di una bombetta.

 

Throwing Muses – Sue’s

A sette anni dal precedente “Purgatory Paradise”, il trio più famoso del college rock torna con una cascata di chitarre e storie abrasive cantate come solo Kristin Hersh in questo caso riesce a fare. “Sun Racket” sembra imporsi già come opera di tutto rispetto sia nell’annata alterative che stiamo vivendo che nella lunga discografia della band, senza cali di tensione o passaggi forzati. Poco più di mezz’ora di musica viscerale che trova degna chiusura con la melodia sorretta dal piano di Sue’s.

 

Kevin Morby – Campfire

Di questo invece abbiamo certezza che si tratti del primo singolo a far da prologo a un prossimo disco in uscita a ottobre per Dead Oceans, vale a dire “Sundowner”. Canzone multiforme, letteralmente spezzata in due da ciò che viene presentato sin dal titolo: una cantata intorno a un falò a separare di fatto due canzoni differenti. L’ex Woods non è di sicuro qualcuno da cui aspettarsi cose lineari, ne consegue rinnovata curiosità per il disco intero.

 

Adrianne Lenker – Anything

Dopo l’exploit dei due dischi nello stesso anno coi Big Thief, Adrianne riprende in mano la sua carriera solista, lasciata interrotta al capitolo “Abysskiss” del 2018. Sono previsti due album, due degli innumerevoli registrati in lockdown che invaderanno gli scaffali (digitali) da qui ai mesi a venire. Saranno “Songs” e “Instrumentals” i titoli di queste raccolte: sarà per supponenza o cieca fiducia, ma c’è il sentore che non sarà musica scontata, come questa Anything lascia immaginare.

A cura di Andrea Fabbri