Ritorna ariosa come una fresca giornata di luglio “5 Canzoni Bomba”, la rubrica che seleziona e porta nelle case degli italiani le 5 migliori uscite di questa settimana. Dopo un breve momento di sciopero della fame a causa delle guerra dei tormentoni che sta iniziando a ripercuotersi sui civili inermi, è il momento di tornare e fare sentire la nostra voce.

 

Beck – No Direction (Khrunagbin Remix)

Il Bugo d’oltreoceano ha compiuto 50 anni tondi l’8 luglio e per questo gli facciamo tanti tanti auguri. Nella sua incredibile generosità artistica ecco che Beck decide di regalarci il remix di un suo brano del 2017 presente nell’album “Colors”, vale a dire No Distraction, però sostanzialmente rimaneggiato dal trio texano Khruangbin al momento sulle cresta dell’onda, anche visto l’ottimo riscontro dell’ultimo disco “Mordechai”. Il brano è quasi stravolto, facendolo somigliare più a un inedito dei texani che a un remix di Beck, il che rende giustizia alla solidità del sound dei Khruangbin e all’infinita versatilità modulare delle composizioni di Beck.

 

Sufjan Stevens – My Rajneesh

Sufjan Stevens è così e sarebbe stupefacente semmai lo stupirsene. Dopo aver pubblicato America, il singolo da 12 minuti di anticipazione del prossimo album “The Ascension” in uscita a settembre, ecco che segue a ruota anche la B-Side, che è a sua volta un’epopea da 10 minuti e passa, questa volta incentrata sulla vita di Baghwan Shree Rajneesh, aka Osho. Il brano evolve di continuo e si costruisce minuto dopo minuto, senza spezzare con la tradizione della scrittura di Stevens, ma confermandola. Stando ai comunicati questa canzone non dovrebbe essere presente nella tracklist di “The Ascension”, il che ci lascia nell’immaginazione di quel che sarà.

 

Travis – Valentine

Oggi la quota “vecchie glorie di cui non si parla più ma che quando tornano qualche appassionato drizza le antenne” viene rivestita dai Travis, quello strano gruppo brit-pop pre-Coldplay che per numero di singoli azzeccati avrebbe avuto tutto il diritto di giocarsela con gli altri super big della scena, ma poi è rimasto un po’ incompiuto come tantissimi omologhi del periodo. Per la verità i Travis, a differenza di altri, non si sono mai fermati e hanno continuato con i loro progetto, maturando ed esplorando di volta in volta atmosfere diverse da dare alla propria musica. In questo terzo singolo di anticipazione al prossimo album si torna indietro ma non troppo ai tempi di “Ode to J Smith” con chitarre frizzanti e ritmica pestata.

 

James Blake – Are You Even Real?

Come tanti, James Blake ha approfittato del momento di stop per riscoprire qualche milestone dell’immaginario collettivo e trarne ispirazione. Dopo una serie di cover interpretate in streaming che spaziavano dai Radiohead a Joni Mitchell, dai Nirvana a Stevie Wonder, l’enfant prodige britannico fa team con due hitmaker come Starrah e Ali Tamposi per mettere sul piatto una canzone di presa facile ma che non si allontana molto da quanto ascoltato in “Assume Form” e giocata sulla cosiddetta sviolinata, nel vero senso del termine.

 

Dinner Party – Sleepless Nights

Fate largo vecchie mummie del Jazz, c’è un nuovo supergruppo in città e promette di lasciare ai posteri un’opera quantomeno iconica. I Dinner Party non sono altro che Kamasi Washington, Terrace Martin, Robert Glasper, 9th Wonder e qualche sortita di Phoelix: per farla breve gli Avengers della nuova scena jazz smaccatamente urban. Foss’anche solo per la copertina che si candida ad essere la nuova “Let It Be” del jazz contemporaneo, è probabile che l’operazione farà parlare di sé e metterà a segno l’ennesimo ottimo capitolo per una black music che da ormai qualche anno vive al vertice della popolarità. Nel nuovo singolo e video, nonché prima traccia del disco, una vera dichiarazione di intenti.

A cura di Andrea Fabbri