Schermata 2016-04-04 alle 22.39.33Cantù è una Surf City come sostenevano i The Wavers qualche anno fà? Potrebbe anche essere, nonostante non ci sia il mare e i falò sulla spiaggia siano solamente un miraggio estivo. La cittadina brianzola è senz’ombra di dubbio, almeno da un punto di vista musicale e culturale, il centro più vivo e attivo della provincia comasca. Resa tale grazie ad un locale storico come All’unaetrentacinquecirca, grazie ad organizzatori di eventi/promoter come i ragazzi di MondoVisione/LaFrequenza e soprattutto grazie ad un sottobosco di band più o meno note come le Gretels, i Lactis Fever, i La Tigre. Tanto per fare qualche nome.

E’ questo il pedigree che certifica la provenienza di quel bellissimo animale che stanno diventando i Labradors. Terzetto power-pop, come nella più classica tradizione californiana, alla loro seconda prova in studio. 11 brani, semplici ma di pregevole fattura, pubblicati con la ottima To Lose La Track, sempre attenta a produrre giovani interessanti. Non sarà certamente tra gli album più originali dell’anno, ma la cura e la passione con cui è stato realizzato questo prodotto ne fanno sicuramente un’uscita degna di nota. Almeno per gli amanti del genere.

Il raggio d’azione entro cui si muovono i Labradors è comunque variegato. Nell’arco di una mezz’oretta si passa da ballads come I Won’t Let Anyone Hurt You, pezzi più docleamari come Mario, singalong del tipo di All I Have Is My Heart e accelerate potenti in stile Paws. Si arriva così alla fine dell’album senza nemmeno accorgersi. Gli arrangiamenti originali e variegati sicuramente aiutano a non annoiarsi e talvolta a divertirsi. Ci fossero anche le palme, gli skater, le ragazze in bikini e le Corona dentro i fenicotteri rosa gonfiabili galleggianti nella piscina condominiale forse li apprezzeremmo anche di più. Ma abbiamo i falegnami e tanto ci deve bastare.

Lesterio Scoppi