Più una comunità che un’etichetta indipendente, ho scoperto la FALAFEL FAZZ FAMILIA quasi per caso: mi stavo annoiando in ufficio a spese del mio datore di lavoro e sulla spalla destra di qualche quotidiano online, tra gattini, zizze e chefstar, ho notato la notizia di un gruppo, i Radio Maria, costretti a cambiare nome dal Vaticano stesso. Come un segugio mi son messo ad indagare e ho scoperto questo grande complotto, altro che scie chimiche e gruppo Bildberg: dietro i Radio Maria, che ora si fan chiamare R-amen, c’è un’organizzazione chiamata FALAFEL FAZZ FAMILIA, con altri gruppi che ho iniziato ad ascoltare e ad amare, come Sphinx e Ponzio Pilates.

La FALAFEL FAZZ FAMILIA, un po’ DYI consciousness un po’ comune di freakkettoni colorati, è un gruppo ben piantato in Romagna ma col cuore anche nel sud del mondo, un bell’esempio di provincia che invece di piangersi addosso o buttarsi sul carrierismo piccolo borghese prova a crearsi il suo spazio dove può e coi mezzi che ha.
La loro storia sembra l’inevitabile conclusione di un mix fatto di gioventù, esotismo contemporaneo a portata di mano e radici in una terra godereccia. Vale la pena farci quattro chiacchiere e approfondire.

Da dove venite? chi siete e da quando esistete come etichetta discorgrafica?

Veniamo dalla zona calda della Romagna, tra Rimini, Igea marina e Savignano. Siamo una quindicina di ragazzi tra i 19 e i 30; ci siamo uniti via via tramite suonate ruspanti in strada o in jam o in gruppi nati per caso, o anche tramite le scorribande d’infanzia. Molti di noi si sono incontrati nei primi concerti del primo vero gruppo Falafel, i Radio Maria (ora R-amen), e quell’incontro ci ha fatto prendere coscienza che esisteva veramente un collettivo di persone affini. Pochi mesi dopo sono nati quasi dal nulla sia i Ponzio Pilates che i The Sphinx.

Il primo vero evento Falafel, in cui abbiamo lavorato come collettivo tutti assieme, è stato il 25 Luglio 2015: abbiamo presentato un musical propostoci neanche due settimane prima, dal titolo Camagra, al Cocoricò. Questo ci ha fatto scontrare ed unire: con i pochi soldi che abbiamo “guadagnato” in quell’occasione potevamo solo istituire una cassa comune per un qualche investimento futuro (non potevamo mandarli in droga perché sarebbe stata troppo poca per 15). Circa un anno dopo li abbiamo investiti in parte per realizzare il nostro sito www.falafelfazzfamilia.com.

Come mai avete deciso di creare un’etichetta indipendente? Voglia di fama? mancanza di affetto?

Crediamo che l’autoprodursi ed il potersi identificare con il frutto del proprio lavoro sia l’unico modo per potersi esprimere veramente, specialmente oggi e paradossalmente anche a livello umano. Sotto certi aspetti siamo quasi un gruppo di “autoaiuto”. Situazioni anche extra musicali che da solo affronti con pesantezza, all’interno della Falafel possono trovare un canale per sfogarsi o trasformarsi. La maggior parte dei grandi brani FALAFEL FAZZ FAMILIA non è ancora stata registrata né si capisce di che gruppo sia, perché scaniamo spesso come dei matti tra di noi e nel delirio succedono cose, nascono canzoni, se ne dimenticano altre, si cerca di risolvere i problemi della vita scanzonandoli e poi si torna a casa tardi. C’è da dire anche che quello che ci accomuna è anche il suono che poi naturalmente abbiamo creato insieme: come farina latte uova e zucchero vengono accumunati dall’essere infine una torta o dei biscotti, noi ci siamo amalgamati anche per l’attitudine che abbiamo ed il gusto che proviamo suonando, oltre che al sapore della broda che propiniamo di continuo alla gente.

Nell’organizzazione quotidiana di FALAFEL FAZZ FAMILIA chi fa cosa?
Bella domanda. Si può fare tutto e niente con un collettivo. Si possono passare serate e nottate e mattinate a fumar dei ciani con una chitarra in mano. Ed è la cosa che ci riesce meglio un po’ a tutti, di sicuro. Poi però c’è anche chi tiene in mano e cura quotidianamente la pagina Facebook il canale YouTube, chi ha comprato dominio e hosting e montato e curato il sito, chi ha organizzato serate comuni, chi parla con gli organizzatori per allestire una banchetta FALAFEL FAZZ FAMILIA negli eventi, c’è chi ha fatto mix e master per tutti i gruppi…. che spesso son sempre gli stessi 2-3 che girano eh, per carità, però c’è chi fa non solo per il proprio gruppo ma direttamente per il collettivo, c’è. E piano piano stiamo prendendo tutti il ritmo dai.
Per quanto riguarda il nostro sostentamento, che principalmente è sinonimo di fumare bene, ognuno cerca di fare la sua vita: c’è chi suona e basta, c’è chi lavora, c’è ancora chi studia. Le spese del collettivo in ogni caso vengono coperte tramite i cachet ottenuti per gli eventi FALAFEL FAZZ FAMILIA. Anche perché lavorando per i nostri gruppi non rendiamo conto di percentuali o royalties a nessuno. Nemmeno alla SIAE.

Quante uscite avete già relaizzato?
Ad oggi abbiamo 4 uscite, 2 dei Ponzio, 1 dei R-amen, 1 dei The Sphinx, ed in procinto abbiamo un album degli ZPF ed un’altro dei R-amen.

State cercando nuovi talenti in giro per il mondo?
Non ci siamo mai interessati a cercare nuovi gruppi, non abbiamo nulla da offrigli. Però quando altri spiriti affini, anche non musicali, capiscono cosa sta succedendo viene da sé che facciano parte della Familia. Ad esempio a breve entrerà nella FALAFEL FAZZ FAMILIA un’altro gruppo di amici della zona, Johnny & Mongo, un gruppo che ci ha senz’altro molto influenzati, anche se dalle sonorità molto diverse ma con lo stesso spirito romagnolo e DIY.

Come fate a promuovere la vostra musica?

I nuovi eventi nascono da esigenze pratiche, tipo che abbiamo bisogno di scanare o di presentare un’uscita di qualcuno dei nostri, o da possibilità che ci arrivano, tipo un locale che vuole un evento particolare o una serie di serate a tema delirio e danze moleste. Un po’ per questi motivi son state sempre organizzate nelle nostre zone in discoteche conosciute o spazi d’aggregazione conosciuti. Stiamo cercando di aprirci al di fuori di casa nostra, per ora ci siamo spinti a bologna dal batterista dei Ponzio, ma anche nelle marche ed in toscana da amici come Tossegrassa. Entro l’anno prossimo saremo internazionali.

Esiste una vostra poetica in musica?

Quello che a noi piacerebbe è rompere quel velo di ghiaccio che si crea in troppi concerti: precisamente quando il pubblico rimane imbambolato come se fosse davanti alla televisione. Questa è musica? O la musica è quando si muove il culo? Per rompere quel ghiaccio abbiamo deciso di armarci di ritmi afro caraibici e beat assassini. Ma non siamo neri, purtroppo! Quindi abbiamo fatto quello che fanno i bianchi: fare la musica dei neri più veloce. E distorta. Qua intorno siamo tra i pochi se non unici… ma a New York, Londra e Parigi questa musica ha già un nome: Afro Punk. È già da tre anni che a New York si svolge un festival che si chiama Afro Punk, sponsorizzato dalla RedBull, e che di Punk ha più l’estetica da pantalone pre-stracciato che il suono marcio; magari in futuro riusciremo ad organizzare il primo festival Afro Punk qui in italy, ma per ora tiriamo a campare.
Abbiamo un’insana tendenza all’ascolto stile loop sempre più euforico: quando ci piace una roba la spariamo fisso. Ora i nostri mostri sacri sono: Daniel Gonora (chitarrista cieco dello Zimbawe con suo figlio di 8 anni incredibile ), primo fra tutti, poi Panjabi MC (in realtà solo jogi, che ad una nostra festa ha avuto 12 ore di replay ininterrotto), Omar Souleyman (rave islamo), Bombino, Busy Twist, e per lo più registrazioni marce delle siepi, brani ripetitivi composti in trance mistica alle 4 di notte che diventano le nostre litanie Falafel… ad esempio Algeri, il secondo brano di Abiduga dei Ponzio, è nato così.

[NB: la Siepe, il gruppo-visione che unisce tutti i Falafel abbastanza umidi, è l’unico vero multiforme all star group della Falafel, ma si esibisce solo a caso in orari assurdi]

Il vostro vestiario è incredibile
l’hai notato eh?

Perché i vostri gruppi non fanno pop in 4/4 muscoloso o lagnoso ma sempre fichetto come molti gruppi di cosidetto rock per giovani?

Perché ci fa schifo, perché se no?

Parlateci dei gruppi della vostra scuderia. Ponzio pilates.I Ponzio suonano da un anno. Ponzio, il chitarrista, ha 19 anni, come il tastierista Pedu. Nel primo periodo hanno fatto solo concerti, niente prove. Prove di cosa? La roba dei Ponzio nasce tutta più o meno allo stesso modo: c’è qualcuno che ha un’idea nello sballo, tipo “ascinduga beredé, yooooooooo!” e poi arriva Ponzio, ci suona un po’ sopra, poi si attacca il ritmo e si scanna per un’ora perdendo completamente la concezione di tutto, il giorno dopo si tenta di rifare una cosa simile al concerto ed ecco fatto. Niente di più facile. Dopo i primi concerti ad un certo punto poi ci siamo trovati con una marea di brani incredibili nati quasi dal nulla e un sacco di gente che ballava. Allora abbiamo preso a pensare di fare un disco, di fare un tour, di far delle prove magari ogni tanto, di cercare di strutturare i brani ecc, sempre fumando come dei bastardi… E alla fine così è stato: dalla frenesia quasi folle di tutto il primo periodo in cui ogni brano poteva durare tranquillamente 20 minuti, ci siamo più strutturati e abbiamo definito i nostri brani, forti anche delle esperienze in strada. Ora abbiamo un album fatto completamente da noi nella sala prove di Scopoladroga, un album live totalmente improvvisato, e brani per almeno un altro album pronti da essere registrati. Per il resto? Petardi e fischioni.

Radio Maria (R-Amen)

I Radio Maria sono nati nel settembre 2014 quando Sigarro, uno dei membri fondatori di FALAFEL FAZZ FAMILIA, sceglie di abbandonare la sua carriera da bassista-cantante in un gruppo calyspo, i Rubiconians, dominatore incontrastato delle marchette nei bagni al mare. Camilla, alla voce, è sua sorella. Una volta conosciuto Ponzio (si proprio lui) hanno dato vita a un trio che si è trasformato in pochi mesi nella scintilla per un nuovo collettivo. Dopo i primi concerti e dopo una scaramuccia con gli avvocati della radio di Cristo, hanno iniziato a destare le prime attenzioni negli ambienti della musica indipendente “che conta”. Una volta constatato che “la scena” aveva più da prendere che da offrire, hanno continuato per la strada falafel. L’idea è quella di fare del punk tropicale elettronico a bassa qualità, tanta attitudine, rabbia e divertimento. Almeno per noi, per il pubblico non si capisce mai…Ora su tutti i social e locandine siamo costretti a chiamarci R-Amen, ma è un falso nome: rimaniamo Radio Maria.

The Sphinx

Le sfingi incarnano il lato dubstep e drum’n’bass che in realtà ogni falafel tiene nel cuore. Nati nell’estate 2015, scrivono brani di metallo elettronico in italiano. Sono complessivamente il gruppo più giovane di FALAFEL FAZZ FAMILIA, e , se pure con un approccio più pop, il loro concerto e il loro disco sono pensati per farti dare una mossa. Tre di loro fanno parte della prepotentissima Zion Punk Foundation, e la loro violenza è schiaffata sul dancefloor da Kadesh ai synth. Kadesh ha anche remigato “Je Suis Digital” dei Radio Maria e fatto i mix / master di “Abiduga” dei Ponzio. Dopo aver autoprodotte “Il Quarto Tipo EP” (Falafel Fazz Familia, 2016) stanno portando avanti il loro Anubi Tour, prevalentemente qui in zona. Per ora. Intanto lavorano al loro primo full-lenght.

Zion Punk Foundation

Sono nati quasi parallelamente ai Radio Maria, nel novembre 2014. Inizialmente erano una cover band di Bob Marley in chiave anarco punk, ma durante il primo concerto un loro caro amico si trasformò per scherzo in un malvagio faraone. Avendo rubato subito la scena, Sambra si è definitivamente convinto di essere la quintessenza del millenario male dell’uomo che comanda altri uomini. Dopo una serie di concerti al limite della decenza, ricevendo insulti e minacce dal pubblico (soprattutto per i riferimenti continui e fuori luogo all’ISIS), la Fondescion ha iniziato a scrivere i suoi brani, come nuovi Skiantos del punk islamico. Il loro primo disco “Sesso Droga & Punk Islamico” sarà una bomba di degrado islamopunk, ma i ragazzi non sono molto ordinati e devono ancora finire i mix…

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Los Nintendos

Non appena ci siamo resi conto che i gruppi falafel erano tanta roba, abbiamo capito che quando non c’è un compenso almeno decente è meglio non andare. Allora sono nati i Los Nintendos, minigruppo indefinito fatto di falafel pronti all’azione. Per ora si sono esibiti solo in club come Velvet (Rimini) e Nuff Nuff (Cesena) con live set tecnocumbia, in qualche osteria innovativa di Forli e al vivaio Scalpellini di Cesena, in versioni più digeribili.

Riferimenti:

https://www.youtube.com/channel/UCP46fTic_xTGlCarrBG-G1g https://soundcloud.com/falafelfazzfamilia

Alessandro Scotti