Dopo il solstizio d’inverno, è tempo di bilanci. Apettando il 2019 e i prossimi Oscar, è tempo di bilanci su un anno cinematografico che non ha fatto proprio scintille. Speriamo che Babbo Natale lasci qualche nuova sorpresa in questo clima di calma piatta. Ecco il bilancio del nostro attentissimo Demente Colombo.

💖💖💖💖 Don’t Worry, He Won’t Get Far on Footl’ultimo film di Gus Van Sant. A metà  tra “Tornando a casa” e “Will Hunting”, una storia di rinascita. Ironico, commuovente, divertente. Meraviglioso. Joaquin Phoenix e Jonah Hill da urlo.

 

💖💖💖💖 Un affare di famiglia (di Kore’eda Hirokazu): Palma d’Oro a Cannes, un capolavoro di sentimenti e di equilibri delicati. La storia di una famiglia che resta attaccata al cuore.

💖💖💖💖Roma (di Alfonso Cuaròn) :atmosfere da neorealismo per raccontare la dignità, con una bellezza che al cinema non si trova più. Bellissimo. Meglio al cinema che su Netflix.

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💖💖💖💖First Reformed (di Paul Schrader): Ethan Hawke è un prete al centro di una vicenda di perdita e politica che gli cambierà la vita. Il tormento di Taxi Driver in tonaca, tra dolore, follia e liberazione. Regia, sceneggiatura e protagonista perfetti.

 

💖💖💖💖Sulla tua pelle (di Alessio Cremonini): Se ne è parlato molto. Cronaca a parte, un film potente come un pugno nello stomaco.

💖💖💖Dogman: Garrone torna alle atmosfere dell’Imbalsamatore, per un atroce caso di cronaca, di un’Italia ai margini. Premiato a Cannes, ha fatto nascere una stella, Marcello Fonte ( la cosa migliore del film).

💖💖💖BLACKkKLANSMAN : Spike Lee in stato di grazia. Ironico, graffiante, dissacrante. Anni ’70 che di più non si può. Bello, ma non strepitoso.

https://geo.itunes.apple.com/it/movie/blackkklansman/id1425628952?mt=6

💖💖 A star is Born (di Bradley Cooper): Quarta versione del film che fu con Barbara Streisand. LA trama la conosciamo, ormai. Versione anni 2000 e scontro tra pop e rock. Tutto ben fatto, brava Lady Gaga, ma troppi balletti, troppo tutto e delude. Da vedere per l’avvenenza irreale di Bradley Cooper.

 

💖💖Bohemian Rhapsody (di Brian Singer): insomma, il finale lo conosciamo. La storia di Freddie Mercury e dei Queen. Buon intrattenimento. Pubblico al computer. Lo salva la colonna sonora.

 

 

💖💖 A quiet Place (di John Krasinski): il protagonista di “the Office”horror noiosetto a produzione familiare. Non male con quella buffa faccenda del mostro inseminatore.

💖💖 Loro 1 e 2  (di Paolo Sorrentino): Ambizioso e deludente. Voleva essere un film epocale ma profuma di fiction. La storia di Silvio col feticcio Servillo.

💖💖 L’Isola dei cani (di Wes Anderson): classicofilmdi Wes Anderson fatto con i pupazzetti invece che con gli attori. Vagamente razzista (cane nero cattivo vs cane bianco buono).

 💖💖Tutti lo sanno (di Asghar Farhadi): la delusione di quando aspetti un film bello come “una separazione” ed assisti a due ore di film traballante che guarda a Volver ma evoca Grecia Colmenares.

💖 Lazzaro felice (di Alice Rohrwacher): inspiegabilmente premiato a Cannes. Più che intrattenimento un supplizio. Da girarsi e rigirarsi sulla sedia, con sofferenza. Tra il Candido, Scola, e Il mito del Buon Selvaggio, tutto un po’ a caso. Provaci ancora Alice. O anche no.

💖 A casa tutti bene: Muccino allo stato puro. Accorsi col parrucchino e locandina omicida: l’orrore.

Ed eccovi la legenda se faticate a capire l’annosa logica dei cuori:

💖💖💖💖 un sacco bello

💖💖💖 splendore nell’erba

💖💖 risvegli

💖mondo cane