Ho scoperto gli Hundred Waters nel maggio del 2014. Al di là dell’evidente qualità musicale, ciò che mi impressionò maggiormente fu il fatto che un collettivo originario della Florida, prodotto dalla OWSLA di Skrillex, non suonasse ignorante, tamarro e vagamente latino come potrebbe suonare la colonna sonora di una qualsiasi festa a bordo piscina durante lo Spring Break. In realtà è una band ricca di influenze nord-europee, come un viaggio in aereo dall’Islanda alla Svezia, facendo scalo a Bristol.

Esattamente a tre anni di distanza, dopo lungo tempo passato in tour, un remix album del loro secondo full-lenght e un paio di singoli, gli Hundred Waters ci regalano cinque nuove canzoni racchiuse in un EP scaricabile gratuitamente dal loro sito. In un periodo come questo, che ha già visto uscite attese e importanti come il ritorno dei Gorillaz, le nuove fatiche di Mac De Marco, Thurston Moore, Mark Lanegan, Afghan Wings e il chiacchieratissimo Slowdive, “Currency” rischiava di passare inosservato. Non per noi.

La formula non è di quelle particolarmente innovative: una voce femminile delicata e suadente si accomoda su un elegante tappeto musicale elettronico, sapientemente intrecciato con elementi analogici. È il risultato a sorprendere: una strana sommatoria della fragile sensualità della prima Bjork, dell’uggiosità sognante dei The XX e una glaciale attitudine dancefloor che a Stoccolma riempirebbe qualsiasi club, che dà come risultato atmosfere oniriche, algide, lunari e malinconiche.

Una piccola escursione a metà tra pop e sperimentazione, che consente agli Hundred Waters di avvicinarsi un poco verso la mitica meta del suono perfetto. In attesa di godere del prossimo LP siamo grati di poterci accompagnare a loro in questo mini viaggio musicale.

Lesterio Scoppi