Una Alice nel paese delle meraviglie tropicali che in compagnia del suo coniglio Bunny Rey compie un viaggio dal sud America al Sud Italia, con diverse giravolte. Il viaggio per itinerari esotici di Gloria, questo il nome della protagonista, è frutto dei suoi tanti capricci, sempre in bilico tra la ricerca e l’evasione. Questo è il filo rosso del tragitto umano e geografico del primo album auto-prodotto dai Giannutri (Edoardo Scalco e Luca Zaminga), duo trevigiano che guarda caso prende il nome da un’isola toscana resa celebre da un disco di Fabio Concato.

Gloria, ricca quanto capricciosa, parte alla volta di Buenos Aires, per poi toccare altre città come Rio, San Paolo e Otranto. Fermandosi in questi luoghi, rimane incantata per pochi istanti. Poi riparte alla volta di nuovi lidi. Alla leggerezza della ragazza si uniscono i suoni fragranti delle chitarre dei Giannutri, che alternano un sound nostalgico a un groove fresco, con riff ben assestati. Quando il viaggio tocca le terre sudamericane, le atmosfere sono più ritmate, cicaleggianti, latine per l’appunto, come la milonga in Curitiba, ma anche Rio.

Spostandosi invece verso la fine dell’album, che è anche la fine del viaggio, il sottobosco di strumenti si fa più rado, fino all’acustica Mare di mezzo e alla chiusura con Bunny Rey, accompagnata dal piano, che sancisce la fine dell’avventura di Gloria. Ma è una fine malinconica, in quanto il suo andare a zonzo non sembra averla portata alla felicità. 

In sostanza ‘’Avventure Tropicali’’ è un disco ben prodotto e raffinato, dove si nota la grande intesa dei Giannutri, al loro primo lavoro ma con alle spalle quindici anni di sale prove ed esperienze insieme. Il loro è un sound non semplice, soprattutto quando non si limita al solo pop. I testi sono forse non direttamente accessibili, a volte ricordano la scrittura di Bianconi, pero’ meno tetri e scuri. La bellezza sta nel concept, non solo a livello di story telling, ma soprattutto per quanto riguarda gli spazi, dove si sale a bordo di una crociera che tocca diverse latitudini geografiche e di genere. Speriamo di non rimanere per troppo tempo attraccati al porto.

Andrea Frangi