Ogni cosa potrebbe accadere… Anche che il vecchio duo delle Freaky Mermaids, formato dalle streghette Ombretta Ghidini e Laura Mantovi, diventi magicamente un trio con l’ingresso in pianta stabile di Giorgia Poli (bassista dei Scisma) e che quindi le già note atmosfere folk a stelle e strisce si mischino armonicamente a note più surreali e dal retrogusto cabaret. Dopo un EP (“Freaky Circus”) e un primo disco (“Moonshine Once Betrayed Me”), la band bresciana torna quindi attiva discograficamente con gli otto brani proposti in questo “Everything Could Happen”, in uscita per la Quasi Mono Records, etichetta di casa loro.

Di magia nera, tradizione acustica e teatro si parlava e proprio queste sono le influenze più riconoscibili durante l’ascolto del lavoro. Il tutto si apre con il country sognante e malinconico di “Love’s Ambition”, mentre la successiva “Sleight of Hands” si rivolge ancor più al passato con quella chitarra grattata molto Johnny Cash e la melodia vocale alla June Carter. Il registro stilistico cambia con il rock di “You’re Gonna Tell Me”, brano che se dovesse capitare per caso sotto le orecchie a Jack White avrebbe sicuramente buone possibilità commerciali oltreoceano. “Carrots not Souls” mescola Brecht, Tom Waits e Regina Spektor rivelandosi il vero gioiello dell’intera scaletta. “The Other Woman” e la title track son più cupe, il singolo “You in me” un pop intimista che può ricordare i primi lavori di Norah Jones, mentre il finale affidato a “Damn Your Eyes” chiude il tutto con magnetica leggerezza. Un bel disco di una volta.

Andrea Manenti