Mai nome più didascalico di Cigarettes After Sex è apparso sulla scena musicale contemporanea. Il gruppo di El Paso ha scelto di chiamarsi con una perifrasi che perfettamente descrive la propria musica. Le 10 canzoni da cui è composto l’omonimo album trasudano la stessa imperturbabile quiete che si prova dopo aver consumato un orgasmo, esprimono quell’atarassia atavica che pervade le membra degli amanti dopo aver fatto sesso, raccontano di quanto è rilassante pensare al nulla, guardando il fumo che esce dalla bocca, sdraiati nudi sul letto, una volta raggiunta, anche solo per un attimo, la pace dei sensi.

Perfino la scelta del momento in cui pubblicare il proprio LP di esordio non è poi così strampalata. Il revival del Dreampop/Shoegaze è al suo climax. Ride e Slowdive, due dei gruppi fondatori del genere, sono tornati a pubblicare un nuovo album, dopo parecchio tempo, non più di un mese fa. Lo stesso termine shoegaze (letteralmente “guardarsi i piedi”, coniato in seguito all’attenzione estrema che i chitarristi dei vari gruppi dedicavano alla pedaliera) è passato dall’essere uno sfottò a un complimento che in parecchi vorrebbero sentirsi fare.

Ciò che differenzia i quattro ragazzi texani dai precursori del genere sono: la voce calda e nasale assieme di Greg Gonzalez, talmente avvolgente, fascinosa e sensuale che si potrebbe ascoltarla recitare la rubrica telefonica e comunque risulterebbe interessante e il progressivo allontanamento dal rock verso l’ambient con relative rarefazione atmosferica e dilatazione spaziotemporale.

Ciò che le chitarre del Grunge e del Brit-rock uccisero sta resuscitando davanti ai nostri occhi dopo aver pazientemente aspettato in purgatorio 25 anni. Oggi che il rumore di cui sopra si è completamente autodistrutto, o auto-ghettizzato, è giunto il momento giusto per ri-uscire fuori a riveder le stelle. E a sognare.

Lesterio Scoppi

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