Inizierò col consigliarvi un film che uscì nel 1983 e magari vi siete persi: “Miriam si sveglia a mezzanotte”. Tre bellissimi attori (Catherine Deneuve, Susan Sarandon e David Bowie), ma soprattutto una scena che inquadra perfettamente cosa poteva essere un concerto dei Bauhaus.

“The Bela Session” è un disco celebrativo degli esordi del gruppo di Northampton. Cinque pezzi, di cui tre inediti, che nella loro diversità danno un’idea di quali e quante fossero le strade musicali che si stavano percorrendo. Era l’anno 1979, io e il mio amico Mario, entrambi mantovani, andavamo nei locali tra Reggio e Modena perché lì si sentivano le “cose nuove”. La stessa Bassa in cui stavano crescendo i CCCP. Le notti erano dark e i personaggi che si incontravano erano spesso bizzarri. Halloween non era ancora di moda, niente scherzetti. Noi eravamo molto seri.

1- Bela Lugosi’s Dead: è la canzone manifesto dei Bauhaus, quella che identifica la produzione del gruppo. È il buio con le sue paure, l’assenza dei colori e delle melodie, un mantra di solitudine e rabbia. È la divinità delle tenebre che governa il nuovo mondo.

2- Some Faces: un’altalena in cui Bowie si spinge in alto e sente accenni meccanici dei Devo.

3- Bite My Hip: il rock and roll che si toglie la brillantina e le paillettes, indossa un chiodo e diventa punk che si chiama Ramones.

4- Harry: Clash e Wall of Vodoo, ancora vecchi ritmi che si trasformano.

5- Boys: cupi il basso e la batteria, mentre la voce è un’unghia che graffia un vetro gelato.

“We tried to fly/ is it so high?/ We don’t think so”

“The Bela Session” vuole ricordare i 40 anni della band culto del gothic rock e mi piace sia l’idea che il materiale scelto. Brani che faranno godere i fan e spero incuriosiranno i neofiti. Se volete passare una notte diversa, oltre al film, vi ho consigliato anche qualche band per accompagnarvi nei vostri dolci incubi.

Massi Marcheselli