Il 19 giugno uscirà un disco speciale. Si intitola “Quasi Casa”, esce per 2nd rec, ed è la registrazione dell’ultimo live dei Giardini di Mirò prima del loro scioglimento. Un disco speciale, non soltanto perché documenta la fine della carriera di una band molto importante nel panorama indipendente italiano, ma anche perché è frutto di un gesto spontaneo, appassionato e del tutto inatteso.
La storia è questa. Il 19 marzo 2023 i Giardini di Mirò salgono sul palco del Circolo Kessel di Cavriago, novemila abitanti nelle campagne di Reggio Emilia. Non si tratta di un luogo qualsiasi. Cavriago, infatti, già nota come la Piccola Pietroburgo degli Offlaga Disco Pax, è il borgo di provincia in cui nel 1994 nacque il gruppo guidato da Corrado Nuccini e Jukka Reverberi. Qui, al Circolo Kessel, che un tempo si chiamava Calamita, i Giardini concepirono i loro primi brani, registrarono il loro primo Ep e composero praticamente tutti i loro successivi dischi.
Ma il 19 marzo 2023 nessuno, nemmeno la band, sa che quella sarebbe stata l’ultima volta insieme dal vivo. Non c’è nulla di previsto. Per i Giardini di Mirò è semplicemente la tappa conclusiva di Voiceless, il tour dedicato al loro repertorio strumentale. Il concerto finisce, la gente si saluta e la vita va avanti.
Solo nel novembre 2024, cioè un anno e mezzo dopo, la band annuncia di volersi prendere una pausa a tempo indeterminato. Praticamente un addio, o un arrivederci a chissà quando. Ed è così che proprio quel concerto a Cavriago diventa, senza alcun piano studiato, l’ultimo di una carriera ormai chiusa. Insomma, pare un segno del destino: lì dove tutto era iniziato, è anche fatalmente finito.

Corrado Nuccini (foto Simone Mizzotto)
A questo punto della storia, ecco spuntare dal nulla l’eroe che non ti aspetti. Il suo nome è Markus Mathis. È un fan dei Giardini, un appassionato. Quel 19 marzo 2023 Markus era sotto il palco del Circolo Kessel assieme ad altri duecento cristiani. Ma a differenza di tutti gli altri, Markus aveva un vizio. Lui, i concerti della sua band del cuore, li registrava. E così aveva fatto anche quella sera. Non una canzone o due. Markus aveva registrato l’intero live. Settanta minuti di musica. Rientrato a casa, mise nel cassetto quello che un anno e mezzo dopo, con la notizia dello scioglimento, si sarebbe rivelato un documento storico. E si sa, nei cassetti le cose si mescolano, si dimenticano, o rischiano di perdersi.
Ma questa è una storia a lieto fine. E quindi quella registrazione, dopo un po’, è saltata di nuovo fuori. Nuccini e compagni ci sono rimasti di stucco. Davvero? Un documento del genere non poteva restare sepolto in un cassetto. Doveva diventare un disco. Anzi: un doppio disco. Perché “Quasi Casa”, oggi, è un lungo e intenso viaggio distribuito su quattro facciate e arricchito da materiali scritti e visivi.
«Questo disco vuole ricordarci che qualcosa di bello lo abbiamo fatto – dicono Nuccini e Reverberi – E che abbiamo creato un percorso artistico coerente, ancora capace di resistere al tempo».
Se volete ascoltarlo insieme a loro, potrete farlo in due speciali listening session: martedì 16 giugno alle 19 a Voce Triennale a Milano, in dialogo con il giornalista Tommaso Toma (ingresso gratuito su registrazione al link https://triennale.org/eventi/
Paolo

Artwork: Johannes Schardt
Ecco la tracklist:
Side A:
01 Different Times
02 Good Luck
03 Landfall
Side B:
04 Pearl Harbor
05 Connect the Machine to the Lips Tower
Side C:
06 Del Tutto Illusorio
Side D:
07 A New Start (For Swinging Shoes)

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
