I Kneecap arrivano come un tuono fragoroso nel temporale morale degli ultimi anni, per svegliare dal torpore le nuove (ma anche le vecchie) generazioni con uno dei progetti musicali e politici più influenti dai tempi gloriosi dei Rage Against The Machine (tradotto: trent’anni).

Denunce assurde per terrorismo islamico, insulti (non gratuiti) al premier inglese, appelli alla libertà palestinese, tristi vicende familiari, indipendentismo irlandese. In meno di un decennio, il trio composto da Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí è riuscito a far parlare di sé non come forma di egocentrismo artistico, ma come amplificatore di un discorso resistente e giustamente provocatorio.

“Fenian” si compone di quattordici brani che revitalizzano il rap britannico. La scaletta mescola mirabilmente atmosfere tradizionali (Éire go Deo) a influssi arabi (Palestine), sonorità trip hop (Carnival) a urla hardcore (Liars Tale), slogan indipendentisti (la title track) a ritmiche drum’n’bass (Headcase), il dream pop sui generis di Cocaine Hill con la dolce e speranzosa conclusione di Irish Goodbye, in compagnia di Kae Tempest.

Andrea Manenti