Il documentario Le Macabre Rock Club – La famiglia del rock italiano di Luca Busso è un viaggio emozionante, intimo e coinvolgente nella storia di un club che ha segnato profondamente la cultura musicale italiana degli anni ’80 e ’90. Presentato in anteprima al Cinema Anteo di Milano il 29 settembre 2023, il film è un tributo non solo al locale Le Macabre, ma a una comunità di artisti, amici e appassionati che vi hanno vissuto e respirato musica. Tra i presenti alla proiezione c’erano alcuni volti noti, Alioscia Bisceglia dei Casino Royale, insieme al regista stesso, Luca Busso, e Costantino della Gherardesca che hanno introdotto il film.
Luca Busso: Un autore e regista che sa emozionare
Luca Busso è un uomo dalle molteplici sfaccettature. Regista e autore di Pechino Express, è anche un amico intimo di Costantino della Gherardesca, che ha condiviso con lui numerosi progetti e momenti di vita. Questo documentario segna un ritorno alle sue radici, un omaggio a un capitolo fondamentale della sua vita, quello legato a Le Macabre. Ma Luca non è solo un regista e produttore televisivo: è anche il figlio di Dorina, la figura centrale di questo straordinario club che ha rappresentato per anni un rifugio per i giovani e una fucina di suoni nuovi e ribelli.
La signora Dorina “mamma del rock” e il cuore pulsante di Le Macabre
Il documentario non è solo una cronaca storica, ma un racconto emotivo che attraversa le generazioni. Fin dalle prime scene, in cui Luca ci guida tra i vecchi filmati di famiglia, comprendiamo che Le Macabre non è stato solo un locale, ma una vera e propria “famiglia” per molti. In particolare, il personaggio di Dorina, la madre di Luca, emerge come una figura indimenticabile. Dorina è ricordata da tutti, dai musicisti ai clienti abituali, come la “mamma del rock italiano”. La sua capacità di mantenere l’ordine, di fare da ponte tra le varie anime del club e di gestire situazioni talvolta difficili, le ha guadagnato il rispetto di tutti. Una scena particolarmente toccante del film mostra la figura di Dorina in lacrime, mentre gira la chiave per chiudere il locale. È il simbolo di una fine, di un capitolo che si chiude con il rammarico di chi sa che quello che è stato non tornerà mai più.
Le Macabre: Un luogo di storie e musica
Le Macabre, situato a Bra, in provincia di Cuneo, è stato molto più di un semplice club: è stato un faro per tutta una generazione di musicisti e appassionati. Non solo un luogo dove ascoltare musica, ma un punto di riferimento culturale che ha contribuito alla nascita di alcune delle band più influenti del panorama musicale italiano, come i Marlene Kuntz, gli Afterhours, i Subsonica e i Casino Royale. L’atmosfera unica del locale, con le sue pareti di roccia e stalattiti, richiamava le atmosfere delle grotte e dei club underground di New York. È stato un rifugio per i giovani che volevano uscire dai confini stretti della musica mainstream e riscoprire l’anima più cruda e autentica del rock.
Cristiano Godano, uno dei tanti artisti che ha frequentato Le Macabre fin dai primi anni, ricorda con affetto quei momenti di crescita e di scoperta. “Quello è stato il nostro luogo di formazione, un posto che ci ha dato la libertà di essere noi stessi”, afferma nel documentario. Le sue parole riecheggiano quelle di molti altri che, come lui, hanno trovato in Le Macabre una casa e un terreno fertile per sviluppare la propria arte.
La rivoluzione musicale: Dalla musica in inglese all’italiano
Nel film, Luca Busso racconta anche l’evoluzione musicale che ha caratterizzato gli anni trascorsi a Le Macabre. Il passaggio dalla musica cantata in inglese a quella in italiano è una delle svolte più significative che il club ha visto. Molte delle band che frequentavano il locale all’inizio cantavano in inglese, come segno di appartenenza alla scena musicale internazionale. Ma tutto cambiò quando i CCCP, una band emiliana che cantava in italiano con un sound radicalmente diverso da tutto ciò che esisteva all’epoca, fece il suo ingresso nel locale. “Vedere i CCCP cantare in italiano ci fece capire che anche noi potevamo farlo”, racconta Godano, dando così il via a una serie di cambiamenti che avrebbero influenzato la musica italiana per gli anni a venire.
La fine di un’era e il prezioso retaggio
Nel 2008, Le Macabre chiuse i battenti, lasciando un vuoto profondo nel panorama musicale italiano. La scena finale del film, con Dorina che gira la chiave della serratura, è un momento di grande intensità emotiva. Ma il documentario non si ferma alla nostalgia: racconta la sua storia con la forza di chi sa che ogni fine è anche un nuovo inizio. L’immagine di un giovane Ezio Bosso che suona il contrabbasso e la tromba di Roy Paci per l’ultimo concerto del club è una delle sequenze più potenti del film. Sono le gemme inedite, i filmati di archivio, che permettono di rivivere quei momenti magici che altrimenti sarebbero andati perduti.
Non solo Le Macabre, ma anche le persone che hanno animato questo luogo, hanno lasciato un segno indelebile. La testimonianza di artisti che non ci sono più, come Bosso, è un promemoria di quanto la musica e le storie personali siano legate in modo indissolubile.
Le Macabre Rock Club – La famiglia del rock italiano non è solo un documentario su un club leggendario, ma è un racconto di come la musica possa unire le persone, creare legami e trasformare un piccolo angolo di provincia in un centro nevralgico di innovazione culturale. Un’opera che non si limita a celebrare un’epoca passata, ma che invita il pubblico a riflettere su ciò che è stato e su come queste storie continuino a vivere nella musica che ascoltiamo oggi.
Il film di Luca Busso è un tassello fondamentale nella memoria storica della musica italiana, un testimone prezioso che racconta un’epoca e le sue emozioni, con la speranza che Le Macabre, così come il rock italiano, non siano mai veramente finiti.
La visione di Le Macabre Rock Club è un’esperienza che coinvolge non solo i nostalgici di quella stagione musicale, ma chiunque sia appassionato di storie di resistenza culturale e di amore per la musica. Il documentario è un tributo a Dorina, a Luca Busso, e a tutti coloro che, con passione e dedizione, hanno fatto di Le Macabre un punto di riferimento per il rock italiano. Un pezzo di storia che va custodito, tramandato e celebrato.

Smemorato sognatore incallito in continua ricerca di musica bella da colarmi nelle orecchie. Frequento questo postaccio dal 1998…
I miei 3 locali preferiti:
Bloom (Mezzago), Santeria Social Club(Milano), Circolo Gagarin (Busto Arsizio)
Il primo disco che ho comprato:
Musicasetta di “Appetite for Distruction” dei Guns & Roses
Il primo disco che avrei voluto comprare:
“Blissard” dei Motorpsycho
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Parafrasando John Fante, spesso mi sento sopraffatto dalla consapevolezza del patetico destino dell’uomo, del terribile significato della sua presenza. Ma poi metto in cuffia un disco bello e intuisco il coraggio dell’umanità e, perchè no, mi sento anche quasi contento di farne parte.
