
È uscita per l’etichetta francese Deaf Records, l’ultima fatica dei Crocodiles, settimo album in studio del duo di San Diego. Questa volta, Brandon Welchez e Charles Rowell hanno deciso di arrivare fino in Messico per registrare le dieci tracce di “Love is Here”, insieme al batterista Martin Thulin (Exploded View), col quale avevano già collaborato nel precedente “Dreamless”.
Viaggio che non si traduce in un sostanziale cambiamento nel sound dei Crocodiles, ma ricalca gli scenari alt-rock degli album precedenti. C’è sempre la loro spinta noise, i ritmi incalzanti e le chitarre alla Jesus and the Mary Chain. L’unica novità è una lieve deriva garage e qualche sfumatura psichedelica ad arricchire brani come Nuclear Love, Heart Like a Gun, e la title track Love is Here (The End is Near).
Il duo californiano non sperimenta, non elabora nuovi scenari muscali. Eppure seguita una produzione di qualità, muovendosi abilmente in ambienti sonori che ormai conosce bene. I brani di “Love is Here” parlano di cuori spezzati e di ansia a livello a globale, e hanno la stessa attitudine rumorosa di sempre, che li rende essenziali e coinvolgenti.
Mattia Sofo

Mi racconto in una frase: “Il segreto è il whiskey” (dopo aver ottenuto il foglio rosa)
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica: Alcatraz (Milano), Serraglio (Milano), Circolo Ohibò (Milano)
Il primo disco che ho comprato: Doveva essere qualcosa di Ligabue.
Il primo disco che avrei voluto comprare: Pink Floyd – Atom Heart Mother
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: Mi piace andare al cinema da solo.
