I Vaccines sono degli adorabili cazzoni. Nata a Londra nel 2010, la band capitanata dal cantante-chitarrista Justin Young ha saputo farsi conoscere e spesso amare grazie al suo inconfondibile mix fra Ramones e Beach Boys, in cui convivono melodia e punk rock. I Vaccines sono dei Pixies in ritardo di decenni, ma sicuramente grandi autori di canzoni che sanno come far muovere il culo alla gente. Dopo l’acclamata doppietta d’esordio “What Did You Expect from the Vaccines?” / “Come of Age” e un album transitorio e dal vestito troppo patinato come “English Graffiti”, i londinesi tornano con questo “Combat Sports” alle loro origini, regalandoci così undici schegge di pregevole pop-punk.

“Combat Sports” è chiuso circolarmente fra due brani, l’opener Put It On a T-Shirt e la conclusiva Rolling Stones. Due mid-tempo anthemici che aumentano di velocità nel finale trasformandosi così in perfette punk song che ci riportano proprio là dove avevamo lasciato i Vaccines che più abbiamo amato. Il singolo I Can’t Quit è da manuale: due accordi, un pedale distorto e coretti estivi, per una canzone che è la dimostrazione che i nostri sono tornati a scrivere perfette canzoni da party. Your Love Is My Favourite Band è indie filtrato dai Boston (non storcete il naso, anche i Nirvana amavano i Kiss!), Surfing in the Sky una cavalcata schizoide, Maybe (Luck of the Draw) e Young American due diversi modi d’intendere la ballad: la prima è contemporaneamente eterea e ritmica, straniante ma piacevole, la seconda è il semplice convivere di voce, chitarra e tastiera per due minuti di romanticismo.

Nightclub e Someone to Lose sono l’evoluzione dei Buzzcocks, attraverso Green Day e Weezer, ai giorni nostri, mentre Out on the Street è magnetica grazie al suo ritornello in falsetto, così come Take It Easy riesce nell’impresa di riunire lo Springsteen della prima metà degli Eighties con una deliziosa melodia natalizia. I Vaccines, cazzoni, ma con stile.

Andrea Manenti