I Silence Exile and Cunning, giovane quartetto indie rock “de no atri”, hanno un sogno: prendere di peso l’underground americano anni Ottanta e trasportarlo, fedelmente o quasi, in terra lombarda.
A tre anni di distanza dal primo EP “Exù” e a quattro dalla nascita del progetto i SEC escono pubblicamente allo scoperto con quello che a tutti gli effetti è il primo vero e proprio album, quello che quindi dovrebbe dare l’avvio a tutto: da qui il titolo “On”? (loro dicono semplicemente che On è un titolo arbitrario a cui ognuno può affibbiare diversi significati…ecco il mio).
Le dodici tracce in scaletta scorrono leggere, soprattutto per la prima metà, inceppandosi solo saltuariamente in certi pezzi forse un po’ troppo ricercati lì dove la semplicità sarebbe valsa un poco di più. Un doveroso plauso è invece da fare a brani quali la filastrocca sincopata di “Dadaistic Vision” in cui si fa notare il solo a pennarello su lavagna lucida conosciuto ai più per l’uso che a volte ne fa ad esempio una band come i Giant Sand o a “Missolonghi” e alla sua melodia pop che prende velocità in levare a un certo punto della canzone. Belli anche gli inserti di tromba del membro aggiunto Riccardo Bianchi.
Si può ovviamente crescere, ma le fondamenta son già solide.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
