“Leaving Meaning” è il titolo del nuovo disco degli Swans, che dal 1982 si muovono tra la new wave, il noise, l’industral e il post-rock, sempre in zone d’ombra della musica, create dalla voce di tenebra e i testi disperati dell’istrionico cantante Michael Gira. Trattasi del quindicesimo album di studio, scritto con una nuova line-up, che include Kirstof Hahn, Larry Mullins, Yoyo Rohm, The Necks, Anna e Maria von Hausswolff, Ben Frost, Baby Dee, Jeremy Barnes e Heather Trost, a cui si aggiungono Jennifer Gira e vecchie conoscenze dell’entourage degli Swans e degli Angels of Light. Questa formazione sostituisce quella con cui il cantante si è affiancato dal 2010 al 2017 per i tre album “The Seer”, “To Be Kind” e “The Glowing Man”, che hanno contraddistinto il ritorno della band.

Il singolo di apertura è What Is This?, uscito in anteprima a marzo e finanziato da una campagna di crowdfunding. Nei suoi 93 minuti, il disco di Gira, deus ex machina della band, è un viaggio in atmosfere rarefatte e nebbie disperate dell’animo umano. Il primo brano Hums è il cancello d’entrata in un bosco grigio e desolato in cui i suoni si accordano, si inseguono in un intro disperato e trovano un ordine nel successivo brano Annaline. Qui il canto di Gira abbraccia Nick Cave nel suono del crepuscolo e la foschia mattutina filtrata da un raggio di speranza, che poi scompare nel noise di The Hanging Man (brano degno dei Nine Inch Nails, con chitarre alla Perfect Circle e batteria fissa), gridato nelle tenebre, ipnotico, tribale in continua crescita, con cori di contorno da rituale ancestrale.

Una struttura ripetuta anche nel successivo Leaving Meaning, brano che dà il nome al disco. Segue un’Amnesia dal suono semplice e ripetitivo, chitarre che sostengono il canto di Gira, perso negli angoli bui dell’anima ma sempre illuminati dai cori femminili. In Sunfucker il suono è ancestrale, da opera lirica con chitarre lontane e suoni di campane che donano un alone di sacralità al pezzo, mentre It’s coming It’s Real è un blues suonato in un saloon del diavolo nel Sud degli U.S.A.

Numb è il brano strumentale del disco, tagliato da soli cori femminili, e sembra come se una vecchia orchestra suonasse per un ultimo spettacolo in un teatro abbandonato. Il rock noise di Some New Things è la sveglia nel bosco oscuro di Gira attraversato da un’energia positiva che percorre il futuro fino al successivo What is This?, dove, nello spazio immenso, si ode la marcia trionfale del gruppo, talmente diversa dal resto dell’album da chiedersi di che cosa si tratti. Ma con My Phantomb Line si ritorna nel bosco in cui nella foschia abbiamo incontrato lame di luce. Sicuramentre non un  album facile, che merita di essere ascoltato più volte, possibilmente non in una giornata piovosa.

Nicandro Crolla

 

E adesso l’angolo dei se… iniziamo?

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