A maggio, su Reddit, è stata svelata la scoperta di un utente che ha fatto impazzire il web: se si espone alla luce del sole la copertina del vinile di “Blackstar”, l’ultimo disco di David Bowie, su di essa compare una costellazione. Non c’è di mezzo nessuno strano procedimento chimico, si tratta solamente di carta traslucida.
In una nuova intervista per BBC Radio 6, il graphic designer Jonathan Barnbrook, che ha progettato l’artwork dell’album, ha rivelato altri segreti: “Anche all’interno dell’album ci sono delle black star. La stella a 5 punte della copertina non è l’unica. E ognuna simboleggia un diverso aspetto della vita. Ad esempio c’è la coccarda, che sembra quasi un adesivo su cui scrivere un prezzo. Come per dire, beh, si parla pur sempre di un prodotto commerciale; è un oggetto che si acquista. C’è la stella cometa, che rappresenta la persona da seguire nella vita o l’idea di un qualcosa di spirituale che la musica riesce a comunicarti. Quindi ci sono in ballo un sacco di altre cose che non sono evidenti, ma che spero le persone riescano a cogliere. E non necessariamente subito, quello non è importante”
Ha concluso Barnbrook: “C’è un’altra cosa nell’album che non è ancora stata scoperta. Vediamo se riuscite a trovarla. Ricordiamoci quello che ha detto Bowie, niente deve essere spiegato”.

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
