Il Re Tarantola, all’anagrafe Manuel Bonzi, è uno di quei personaggi che hanno contribuito a creare musica rock in quel del Bresciano negli ultimi due decenni, sedicente leader di svariate band (dai Sex Division agli Eroi), nonché menestrello prima solitario, poi accompagnato dal 2011. Il progetto Re Tarantola nel frattempo è giunto alla quarta pubblicazione con questo “Scopri come ha fatto Il Re Tarantola a fare 50.000 euro in una settimana”, lavoro punk-rock fra citazionismo, ironia e storie di vita vissuta.

Basti il singolo Sono un campione a ballare da seduto, in cui si dice chiaramente che «son rimasti solo gruppi che imitano gruppi che imitano gruppi che imitano i Beatles (o che imitano Elvis)», con tanto di videoclip pieno di citazioni di altri video famosi, dai Depeche Mode ai Nirvana, o il riff inflazionatissimo del classico garage Louie Louie. D’altronde, si chiede il Re nell’iniziale Boero, «com’è che se scrivo cose simili ad un mio contemporaneo mi danno della brutta copia, mentre se tu scrivi uguale ad un autore d’inizio Novecento stai facendo un grande omaggio?».

A questo punto la curiosità di scoprire il mondo di questo affascinante personaggio dovrebbe già essersi sviluppata, ma se vi serve altro, eccovi serviti: Agguati parla del rapporto del nostro con i suoi animali domestici, Un nonno bellissimo ha un tiro mozzafiato e dice chiaramente quello che ognuno di noi pensa di se stesso («se avessi avuto un figlio a 15 anni e mio figlio avesse avuto un figlio a 15 anni sarei un nonno bellissimo, sarei un nonno fantastico»). In Mi odio è la sincerità a farla da padrone («ho puntato tutto su di me, ma la mia aspirazione era più del mio talento»), in Non ho mai avuto il fisico di una volta II torna il gioco della citazione, questa volta di se stessi.

Eroina per bambini iperattivi è punk italiano più intelligente della maggior parte del punk italiano, sebbene il verso «cosa volete che dica? Non siamo bravi musicisti» di La nostra evoluzione artistica deriva solo dalle sigarette diventa forse sinonimo di falsa modestia. Suono per pagarmi le multe che prendo quando vado in giro a suonare è una dichiarazione d’amore per la propria casa, in questo caso la Val Camonica. Infine La maglietta di Joe Cocker è ancora ironia pura. Punk-rock, nient’altro, ma ce ne fossero di album così.

Andrea Manenti