show pony

Torna Orville Peck, il cowboy mascherato che con la sua voce calda e baritonale e il suo country elettrico e profondo (e, diciamocelo, la sua aura di mistero da personaggio dei tempi andati) aveva strappato consensi e attratto non poco interesse con il suo album d’esordio “Pony” (2019).

Torna con un EP di 6 tracce e ben tre video, dove le firme comuni sono quelle di Catherine Hahn ai costumi e Carlos Santolalla alla direzione creativa. E soprattutto, torna con la Columbia Records di casa Sony, pronta a tirare a lucido il lavoro del countryman canadese.  

Si parte con l’accorata e malinconica Summertime, che, a differenza degli occhioni azzurri sempre in mostra, non nasconde una punta di magniloquenza, quindi No Glory in the West, che strizza l’occhio all’ultimo Johnny Cash, la vibrante Drive Me Crazy accompagnata dal piano, e l’arpeggiato saluto all’estate di Kids. Tutto molto Peck.

Quattro mosse che fanno da apripista a Legends Never Die, duetto con la connazionale reginetta degli anni ’90, Shania Twain: un inno pop-country dei piĂą studiati a tavolino, con la Twain che sfoggia un leopardato da operazione nostalgia, e che vede la comparsata di Jaida Essence Hall dell’America’s Next Drag Queen, Miss Toto Clermont e di John Waters. Con una mossa sola, quindi, Peck apre inesorabilmente le porte al mainstream piĂą edibile. Chiude i giochi la rivisitazione di Fancy di Bobbie Gentry in chiave evocativa, epica e marziale.

Più che un EP, dunque, un mini album che dovrebbe far da ponte per un prossimo lavoro vero e proprio sulla lunga distanza: la svolta popular non potrà fare altro che accrescere la pletora di ascoltatori e far cubare l’interesse mediatico sul cowboy nord-americano. Con la speranza, nostra e non solo, che la qualità e la genuinità dell’offerta non ne vengano inficiate.

Anban