Ritorna senza rassegnazione alcuna “5 Canzoni Bomba”, la rubrica in cui vi segnaliamo i migliori brani usciti questa settimana, che ha anche visto l’infornata di disconi preannunciati e attesi da qualche tempo: Gorillaz, The Mountain Goats, Jeff Tweedy, Adrianne Lenker, Laura Veirs. Tutti da ascoltare per farci forza vicendevolmente. E le canzoni? non mancano neanche quelle: eccole.

 

Julien Baker – Faith Healer

Singolo di lancio del prossimo disco “Little Oblivions”, che vedr√† in febbraio il ritorno di Julien Baker dopo l’apprezzatissimo secondo disco e il clamore del progetto boygenius. Come confermato dall’autrice stessa, l’album segner√† una svolta nello stile finora conosciuto, per cui meno intimit√† e pi√Ļ band al completo. Gi√† in questa Faith Healer √® possibile notare aria di cambiamento, e non solo per quanto riguarda le sonorit√†: il testo √® una riflessione sulle dipendenze che ci attanagliano.

 

Nilufer Yanya – Crash

Un’altra interprete femminile che ha saputo stupire l’anno scorso √® certamente Nilufer Tanya, anch’essa di ritorno dopo il debutto “Miss Universe”, che le ha puntato addosso i riflettori. Per il secondo disco √® ancora presto per√≤: il brano, giocato su un chitarrone saturo, anticipa solamente il prossimo EP della chitarrista britannica e lo fa accompagnato da un ottimo video. Ormai uscita dal sottobosco, √® comunque bene tenere le orecchie fisse su questa ragazza.

 

Post Nebbia – La mia bolla

La quota italiana della settimana viene obbligatoriamente riservata al secondo lavoro discografico sulla lunga distanza di un progetto che macina complimenti e segnalazioni della critica pettinata, e a ragione. I Post Nebbia vengono da Padova, sono giovanissimi e intrisi di cultura pop anni ’00. I riferimenti musicali sono quelli in cui pu√≤ essere cresciuto un ventenne di oggi, senza scopiazzature da sopracciglio alzato per chi non √® di primo pelo. Nei testi, una disillusione distopica frutto di intense sessioni di tv trash locale, bingewatching e televendite. Il tutto a soli vent’anni, lo ribadiamo.

 

The Mountain Goats – Tidal Wave

Li avevamo gi√† visti all’opera qualche mese fa con “Songs for Pierre Chuvin”, disco registrato e pubblicato per supportare crew e collaboratori, visto lo slittamento del tour per ragioni ovvie. Tornano con questo “Getting Into Knives”, registrato nello stesso studio in cui i Cramps registrarono “Songs the Lord Taught Us”, un album di stampo lo-fi come impone la tradizione della band, certo, ma di una classe rara. La canzone in oggetto √® un piccolo gioiello dove la sezione ritmica, pulsante e senza fronzoli, sostiene giochi di organo e fiato. La canzone che, se non l’avete ascoltata, avrebbe reso di certo migliore la vostra domenica. Non perdete occasione per raddrizzare almeno questo luned√¨.

 

Laura Veirs – Freedom Feeling

Registrato durante una fase delicata della cantautrice, mentre attraversava un divorzio, questo disco √® frutto di intense sessioni di poesia con un gruppo segreto che l’ha portata a trarre ispirazione e trasformare il proprio dolore in musica, che segue per√≤ un unico filo conduttore: quello della libert√†, della fuga da qualsiasi cosa ci induca a costrizione. A tal proposito, la traccia di apertura √® un manifesto di tutto il lavoro. Ed √® quello di cui abbiamo bisogno anche noi.

A cura di Andrea Fabbri