Brescia, 20 novembre 2017

Cosa c’è di meglio, in un freddo lunedì sera, di andare a sentire le geometrie elettroniche costruite da un duo tedesco coadiuvato da una timida frontwoman d’origini coreane? Veramente poco, soprattutto quando il trio in questione è quello dei Lali Puna, band che in Italia abbiamo imparato ad amare già ben 13 anni fa grazie all’acume di Paolo Sorrentino, che li volle nel suo film “Le conseguenze dell’amore”.

La serata inizia con il live di Margo Sanda, ragazza autoctona che propone un mix artistico sonoro veramente interessante. Applausi, venti minuti di attesa e sul palco sale la band di Monaco a donare un’ora e mezza entusiasmante. La scaletta punta molto sull’ultimo lavoro, “Two Windows” (qui la nostra recensione), dal quale vengono proposti ben otto brani su dodici (fra cui la carica title track scelta come opener, la deliziosa cover di The Bucket dei Kings of Leon, l’oscura Come Out Your House e l’onirica Deep Dream), non dimenticando però il glorioso passato di brani quali Scary World Theory (ancora un grazie a Sorrentino per avercela fatta conoscere), le più ritmate Move On e Micronomic, il singolo di successo Faking the Books.

Sul palco Christoph Brandner alla batteria e Christian Heiß ai synth si scatenano e si divertono come pazzi, mentre la leader Valerie Trebeljahr si appropria della zona centrale grazie alla sua minuta e fragile, ma fondamentale presenza. Il tutto finisce alla mezzanotte passata ed è appena lunedì. Ciò non toglie che sui visi del pubblico si possano notare solo che sorrisi.

Andrea Manenti

 

SCALETTA: Two Windows / Wonderland / Everything Is Always / The Frame / Move On / Don’t Think / Micronomic / Scary World Theory / The Bucket / Grin & Bear (You’ve Been Told) / Bony Fish / Electronic Memory / Come Out Your House / Call 1-800-FEAR / Small Things / Bi-Pet / Her Daily Black // Deep Dream / Left Handed / Faking the Books

 

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di Giulia Bartolini