Indie ascoltatori sintonizzati da ogni parte del globo: gioite! Abbiamo infatti la band giusta per voi. I Kiwi Jr., giovane band canadese al secondo album (qui la nostra recensione del loro esordio, “Football Money”), sono infatti una band ancora tutta da scoprire. Nel momento in cui scrivo, sulla loro pagina Facebook hanno 1.821 like, come una qualsiasi band medio-piccola italiana. Sbrigatevi però, questo “Cooler Returns” esce infatti per Sub Pop (non proprio un’etichetta qualunque) e possiede il dono di far innamorare chiunque al primo ascolto.

Amanti delle sonorità vintage più loser, i Kiwi Jr. attraversano in tredici pezzi memorabili la storia della musica rock del secondo Novecento. Se vi sembra di notare reminescenze dylaniane, state sicuri che dietro c’è più il jingle jangle dei Byrds. Se venite travolti da ricordi di furia punk, vi trovate in territori presieduti dagli Undertones. Se sentite pizzichi grunge, sono quelli dei Mudhoney più psichedelici e meno fuzz dipendenti. Se la testa soffre a causa di leggeri feedback, siete parecchio lontani dall’istituzione noise Sonic Youth, ma molto vicini ai meno rinomati Pavement.

Sin dall’inizio il quartetto colpisce in faccia il fortunato ascoltatore. Tyler comincia infatti diretta senza intro e ti trasporta subito nel meraviglioso mondo pop-rock dei nostri. Poi arriva tutto il resto: il singolo Undecided Covers mescola strofe melodiche alla R.E.M. a un ritornello perfettamente punk ‘77, Maid Marian’s Toast è più english (Kinks of course, non Beatles né Stones), Highlights of 100 fa venir voglia di ballare anche se sei chiuso in casa da solo.

Only Here for a Haircut è una perfetta ballad (potrebbe ricordare dei Belle & Sebastian d’oltreoceano), la title track spinge il piede sull’acceleratore, Omaha ha nel ritornello influenze tradiziotional irlandesi, Dodger è impreziosito da un pianoforte da vecchio saloon. Norma Jean’s Jacket vince già solo col titolo, Waiting in Line saluta con quella spruzzata un po’ Coral e un po’ sixties che fa sempre bene al morale. Un disco bello e gioioso, un disco salutare, il disco da ascoltare in questo periodo.

Andrea Manenti