
Gli Immigration Unit sono Giovanni Vicari (voce, chitarra, testi, produzione), Noé Franklé (batteria, elettronica, produzione), Alvin Schwaar (piano, synth) e Daniel Somaroo (basso, elettronica, synth). Un giovane quartetto indie-alternative svizzero, che ha pubblicato questo Ep d’esordio, “Sofa Heroes”, dopo un tour di successo in Giappone e Lettonia.
La prima associazione musicale che viene in mente ascoltando i cinque brani dei ragazzi di Basilea è quella con i Radiohead. I musicisti infatti dichiarano che le loro influenze musicali vanno proprio dalla band di Thom Yorke agli Alt-J. L’Ep si apre con la title-track Sofa Heroes, che ricorda molto quei pezzi di fine anni ’90 di sigle di serie tv ormai finite nel dimenticatoio. Ma in generale è percepibile un suono alternative-rock dal sapore elettronico con sonorità a tratti disturbanti.
I musicisti raccontano che “Sofa Heroes” «è una finestra spalancata sulla cruda realtà dei conflitti moderni, in cui l’alienazione e il distacco dei “Masters of Wars” (che dispensano morte a distanza) è contrapposta al tentativo di conversazione – impossibile – di un uomo che tra le rovine di una città ha perso tutto».
Wasting Mornings è un bel pezzo, più “orecchiabile” e di facile ascolto rispetto al precedente e che, insieme a Far Inside, nella sua versione live, presenta le sonorità della band al pubblico. Nell’Ep si ritrovano anche due remix dei due pezzi in studio, prodotti rispettivamente da Manuel Gagneux – leader degli Zeal & Ardor e fondatore del progetto Birdmask – e da Arthur Hnatek, produttore e batterista berlinese, parte del Tigran Hamasyan Trio.
Mariangela Santella

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
