I National sono pronti per il loro ottavo e nuovo album “I Am Easy To Find” venerdì 17 maggio, a due anni da “Sleep Well Beast” del 2017. Vede la luce oggi un meraviglioso e commovente cortometraggio di circa 25 minuti diretto dal regista Mike Mills e interpretato da Alicia Vikander in cui si possono già sentire le musiche del nuovo disco.
Dietro a questo corto si cela questa storia. Il 3 settembre 2017 il regista Mike Mills scrisse una mail a Matt Berninger. Il regista conosciuto per i suoi lavori su AIR, They Might Be Giants, Bran Van 3000, era interessato a lavorare con la band su un qualcosa. Un video magari. Berninger, fan dei film di Mills, si disse disposto a collaborare con lui.
Il risultato è, appunto questo toccante “I Am Easy to Find”, un corto di 24 minuti con la regia di Mills e la partecipazione di Alicia Vikander, e, parallelamente, “I Am Easy to Find”, il prossimo disco dei National. Il corto è stato composto come se fosse musica; la musica è stata assemblata come se fosse un film, da un regista.
Alicia Vikander è protagonista anche del video di “Light Years”, seguito dalla clip di “Hairpin Turns”, entrambe dirette da Mike Mills.
Guarda qui sotto il cortometraggio “I Am Easy To Find” dei The National.
I National saranno impegnati in un tour enorme a supporto dell’album che li porterà ad esibirsi anche in Italia il 9 agosto all’Ypsigrock festival di Castelbuono, in provincia di Palermo.

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
