Italiana a Berlino, Azzurra è il progetto solista di Azzurra Traficante, “Where Are We Going” ne è l’esordio e non può che avere il respiro internazionale di chi è uscita dai confini dell’Italia per realizzare i propri sogni. L’EP si apre con I Cannot Wait, un grosso rimbombo elettronico che si schiude sotto la voce di Azzurra, la parte idealmente tangibile di una musica che rimane in costante bilico tra trip-hop e un’apertura più soul. Si tratta di un’elettronica dalle sfumature notturne che scavano in profondità, riuscendo a mantenere una propria non-forma dai contorni velatamente malinconici.

Il ritmo è ipnotico e oscillante, lo spettro musicale si spinge fino ai territori del dream pop. Il fascino di “Where Are We Going” sta però nell’uso dell’unità elettronica fusa con una voce al contempo esile ed elegante (Ride). Quello che è apparente staticismo poi prende il rito di un turbinio dal finale agitato (Another Day). Il suono scaturisce direttamente dalla sapiente collaborazione con Federico Ferrandina, qui in veste di co-produttore. Le tracce subiscono il fascino del sintetizzatore, che non è mai invadente, ma anzi aiuta l’EP a mantenere l’alone di raffinatezza in cui sembra di immergersi gradualmente. Il lavoro è fluido, l’ambiente di fondo non è per forza cupo. La luminosità è una costante che bisogna ricercare con attenzione attraverso il lavoro che va oltre la pura introspezione (Before Your Lies).

Azzurra sceglie accuratamente le note più morbide, plasmandole in un climax discendente. Solo quattro brani in cui è essenziale mantenere un’identità robusta nel continuo divenire del contesto urbano in cui, inevitabilmente, si inseriscono. Se queste sono le premesse, l’aspettiamo all’esordio lungo.

Caterina Gritti