Gin Sonic

Cinque canzoni, cinque diversi modi di tradurre in musica un’atmosfera da sogno. I Gin Sonic, duo targato Bassano Del Grappa, esordiscono con un EP breve ma intenso, come si dice, che offre pochi punti di riferimento per provare a inscatolarli in un unico genere.

Si definiscono flower pop, ma viene difficile associarli a una qualche forma di musica hippie. E anche se mi sbagliassi di grosso, l’indicazione resterebbe comunque generica. Forse proprio perché l’ibrido fa parte della natura stessa dei Gin Sonic, che spaziano dal soul-pop di Tempo per te all’indie-rock di Punkina, dalle sperimentazioni di Termoelettrica all’alt-folk di L’età (forse il miglior brano del lotto).

A fare da collante è una certa psichedelia di fondo, unita alla voce svogliata (in senso buono) di Giulio Polloniato, i colori pastello, usati anche nella bella immagine di copertina realizzata da Emma Cusimato, e le trame oniriche degli arrangiamenti. Insomma, “Pausa Merenda” presenta una tavolozza molto ricca e ben organizzata. Non è roba da tutti. Uno stato di ebbrezza lungo 18 minuti, in cui è piacevole crogiolarsi tra matasse di cavi, divani sfondati e quella mezza idea di cambiare qualcosa di sé.

Paolo