
“The Tomorrow Man”, tredicesimo album del folksinger texano Micah P. Hinson, è anche il suo disco dal mood più caldo e intimo, da camino acceso e atmosfera natalizia, un po’ come certi brani dei Pogues o come una raccolta di Sinatra fatta suonare la notte giusta.
Rispetto alle opere del passato, in queste dodici canzoni non si trovano attriti, discrepanze, melodie difficili o sonorità disturbanti: tutto è esattamente al posto giusto, lì dove dev’essere. Strutturato a forma circolare, si apre e si chiude con due diverse versioni del brano Oh, Sleepyhead (la prima danzante, la seconda cullante).
In mezzo, una decina di pezzi uno più intenso ed emozionante dell’altro. Citiamo la prova di resistenza di One Day I Will Get My Revenge, il dolcissimo romanticismo di Think of Me, il country dal ritornello mariachi di The Last Train To Texas, la marcetta solenne di Hallow e la straziante bellezza di I Was Just Standing There. La conferma di una delle migliori voci statunitensi oggi in circolazione.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
