The_Temper_Trap_-_Thick_as_Thieves_(Artwork)Ipotesi: la somma di diversi elementi, tutti di buona matrice, alcuni persino ottima, non dà sempre ed in ogni caso come risultato un prodotto degno di nota, soprattutto là dove manchi carattere.

Tesi: “Thick As Thieves“, terzo album della band australiana nata nel 2005, The Temper Trap.

Quest’ultima fatica del gruppo capitanato dal cantante Dougy Mandagi racchiude all’interno delle sue undici tracce diversi spunti presi in prestito da grandi band, la maggior parte delle quali hanno fatto dello stadium rock il loro punto fermo nella vita, il tutto ben mescolato ad un insano amore per la decade ottantiana più glamour. Si passa così da richiami ai Killers ad altri agli Editors (si ascolti “Riverina”, forse il miglior brano in scaletta), da un amore viscerale per gli U2 (The Edge potrebbe denunciare la band per plagio in pezzi quali “Burn” o “Lost”) a una pomposità degna degli ultimi e più egocentrici Muse.

Per chi non dovesse essere un attento amante della musica, questo disco può essere un ottimo sottofondo per serate in cui fare altro, per chi invece cercasse qualcosa di puro e genuino nelle sette note una vagonata di irritazione.

Ah…esiste anche la versione del disco con tre bonus track, ma ovviamente non ho avuto la forza di ascoltarle.

Andrea Manenti