Stephen Malkmus ha avuto una visione? Così pare perchè proprio così comincia il testo di questa nuova pazzissima ballata a metà tra Grateful Dead e Flaming Lips. Si chiama”Rushing The Acid Frat” e pare proprio sia il primo estratto dal suo prossimo disco solista in arrivo. La Domino ha infatti annunciato il secondo disco a nome SM, Groove Denied in uscita il 15 marzo. Il disco segue all’omonimo lavoro ormai datato 2001.
Eccovi il video animato da Campbell Hartley con l’aiuto di quel genietto di Ben Kweller
Per chi fosse nuovo al farmaco Malkmus consiglio di leggere queste brevi avvertenze.
Il termine Lo-Fi, musicalmente, nacque per definire un prodotto realizzato con strumentazioni non particolarmente sofisticate. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 divenne un vero e proprio sottogenere dell’indie-rock. Caratteristiche erano i suoni sporchi, le voci al limite dello stonato e le chitarre dalle geometrie stralunate. Tra i paladini ricordo Beck, gli Eeels, ma soprattutto i Pavement, il cui leader era proprio Stephen Malkmus, che dopo lo scioglimento del gruppo iniziò la sua carriera solista accompagnato da The Jicks.
Questa la recensione di Sparkle Hard, il suo ultimo disco all’attivo.
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memorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine il mondo, almeno per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica di Pavia e il Babylonia di Ponderano.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
