Otto band, distribuite su due palchi. Sabato 24 gennaio Psychodelice Fest torna per la sua sesta edizione al Circolo Arci Bellezza di Milano. A partire dalle 19.30 (puntuali, mi raccomando) si celebrerà un’intera serata all’insegna dello psych rock e le sue possibili declinazioni.
Il piatto sarà come sempre molto ricco. Tra i principali protagonisti ci saranno i Bunuel, supergruppo di portata internazionale composto dal cantante Eugene S. Robinson (Oxbow), il chitarrista Xabier Iriondo (Afterhours, A Short Apnea), il bassista David Haemery (Sordide) e il batterista del Teatro degli Orrori, Frank Valente. Se inserirli in un genere li rende più facili da capire, dovremmo definirli semplicemente “heavy”, ma con l’H maiuscola.
Attenzione anche ai Glazyhaze, band veneziana influenzata da sonorità shoegaze, dream pop e psichedeliche. Il loro ultimo album, “Sonic”, è certamente tra i migliori dischi alternative italiani usciti nel 2025.
Tra i nostri highlights c’è anche Francesca Bono, performer, musicista e cantautrice, fondatrice degli Ofeliadorme e del duo sperimentale Bono / Burattini, il cui esordio del 2023 ha riscosso l’interesse di tutta la critica.
Senza dimenticare i Plateaux, progetto rock folk psichedelico milanese, che affonda le radici nel sound della West Coast americana, aprendosi alle armonie vocali di ispirazione byrdsiana, ma anche ai groove più ballerini di Manchester.
A completare la lineup, altre quattro band di tutto rispetto. I Galassia Club, duo dalle sonorità cupe e ritmi pulsanti; i Korobu e il loro mix tra pop alieno, art-rock, elettronica e dark-wave; il noise-hardcore dei Lleroy, power trio da Bologna, e infine i Partinico Rose, band siculo-milanese apprezzata anche da Iggy Pop.
Paolo

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
