Bologna, 20/07/2022

Questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata e di come ho realizzato uno dei miei sogni.
Doveva iniziare così questo live report, ma come nelle migliori serie tv, lo scenario cambia, si riavvolge, si butta il nastro e si ricomincia:
Questa è la maxi storia di come potevo realizzare uno dei miei sogni ma, mi avevan detto che non si riusciva ma poi si ma poi no ma poi ehi mi presti la macchina fotografica?
Aspettavo questo 20 luglio come gli abitanti di Chi non so aspettano il Natale, mi ero preparata, avevo comprato il mio biglietto mesi prima, avevo assorbito le canzoni nuove e rimesso in ordine dentro di me quelle vecchie, avevo segnato il mio nome nella lista “Pass Photo” e avevo iniziato ad incrociare le dita che mi dessero l’ok, insomma ero pronta e piena di speranze.
Chi mi conosce sa, cosa significhi per me la musica di Paolo Nutini e di come le fasi più importanti della mia vita siano state scandite dalle sue parole, e di come fotografarlo sarebbe stata la realizzazione di uno dei miei sogni fotografici più grandi e poi diciamocelo di sogni su di lui ne ho fatti svariati e non tutti così romantici.
Passano i mesi, ma le speranze di avere quel tanto desiderato “Pass approvato” diventano vane, appendo la macchina fotografica al chiodo, faccio un respiro profondo e parto, direzione Bologna Sequoie music park, 20 luglio 2022, mercoledì, temperatura 37 gradi, percepiti 40, treni presi 1, macchine su cui sono salita due.
ok non fotograferò Paolo Nutini ma almeno mi godrò il concerto molleggiando con sorrisi ebeti e tornerò a casa con il cuore pieno di gioia.
Si, io ci credevo davvero che sarebbe andata così.
Ma ehi vi ricordo che siamo nel pieno di una trama studiata a tavolino per dare il colpo di scena nel momento più sbagliato perché chi poteva immaginarsi che, una volta uscita dalla stazione centrale di Milano quella vibrazione dell’iPhone portasse una notizia così incredibilmente bella ma così disastrosamente sbagliata ? “Ehi Giulia, confermato pass foto per Nutini, mi ero perso la mail”
Stop, silenzio, d’improvviso la scenografia diventa fredda e cupa, Milano Centrale diventa silent Hill e io una bambina sperduta. “In che senso?” “Scusa” stacco, mental breackdown, sipario.
In questi momenti ci sono due opzioni, o la disperazione più totale o sangue freddo e si trova un modo per risolvere tutto.
Io avevo solo voglia di disperarmi, ma con una forza di volontà trovata non so dove per strada prendo in mano la situazione come un ghepardo in agguato nel cuore della savana.
In tre minuti vendo il mio biglietto, trovo una macchina fotografica (grazie ad Ambra Marie che con la sua Fuji XF 24mm ha salvato tutto) e mi faccio consolare da un paio di amici che “Giulia la macchina fotografica non conta vai a spacca” e così ho fatto.
Le luci si spengono, silenzio, le prime note, ed eccolo, 7 anni dopo dal suo ultimo tour Paolo Nutini è tornato più carico di prima. Inizia a cantare e subito ci ricorda che, pausa o non pausa con la sua voce non può che mettere in riga tutti e tutte

Il concerto continua con un viaggio tra i grandi classici (tutti rivisitati, alcuni ho fatto fatica a riconoscerli all’inizio) e parecchi brani del disco nuovo, un crescendo di emozioni dalle lacrime amare ai balletti spensierati, insomma Paolo, è stato ancora meglio ci come ricordassi.
Il live si chiude con “Guarda che luna” di Fred Buscaglione, canzone che aveva chiuso anche gli altri live del 2015. A Bologna il mare non c’era, ma per quel minuto e qualcosa di canzone era come se ci fosse.

Poi alla fine le foto le ho riviste, e nonostante tutto, se le guardo, ci rivedo ogni singola emozione che ho provato quella sera.

Grazie Paolo Nutini, ora non sparire per altri 7 anni, che se no divento troppo vecchia per inseguirti su e giù per l’Italia.

Testo e Fotografie di Giulia Blu Bartolini

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