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Hofmann Orchestra – Ouverture: Recensione

Hofmann Orchestra.
E chi sono?
Eh, un gruppo rock nudo e puro.
Ma io non li ho mai sentiti.
Eccerto, perché sono il nuovo prodotto lanciato sugli scaffali della musica italiana, sezione band cazzute, subito dopo i dvd in offerta, ma prima del reparto bambini pieni di fumetti inquietanti.
E allora schiaccio play.

Quello che sento sembra un epico lamento di un cavaliere rock, una via di mezzo tra Conan il Barbaro e Highlander. Mi riferisco a Ouverture, traccia d’apertura che dà il nome a questo primo album degli Hofmann Orchestra, che a quanto pare hanno deciso di sbatterci in faccia delle sonorità parecchio toste. Ascoltare il loro disco mi fa sentire come quando, in piena adolescenza negli anni 2000, mettevo Mtv Rock e via di batteria potente e schitarrate elettriche.

Insomma, artiglieria pesante, sulla quale però si poggia una voce suadente, a volte bisbigliante, a tratti inquietante, tipo quella di Robert Smith dei Cure. Sì lo so, il paragone è forte, ma voi ascoltateli e poi mi direte. A essere sincero tutto il disco presenta tratti piuttosto cupi, niente ballate scanzonate, niente rock cazzone all’American Pie. Siamo sul pesante, direbbe Marty McFly. Ma in senso bello, come può essere bella una tempesta per chi non ha paura dei fulmini.

Ecco, se avete i cinque minuti, se avete preso una multa, se vi ha lasciato il partner, insomma, se avete i coglioni che hanno assunto una propria orbita e stanno girando in maniera cosmica, una dose di Hofmann Orchestra potrebbe farvi sfogare parecchio.
Catarsi e chitarra elettrica.
Catarsi e bassi aggressivi.
Catarsi e testi scomodi.

Singoli che spiccano? Li volete sapere? Si? No? Ve li dico lo stesso. Il primo è Tutti i nudi vengono al petting, di cui hanno già realizzato un gran bel video. No, nonostante il titolo lodevole non ci sono tette nella clip, però il pezzo spinge tantissimo ed era dai tempi di Reptilia degli Strokes che non mi gasavo così tanto! Porca trota sto pezzo spacca tutto, meglio delle Sottilette Kraft. L’altro che vi segnalo è Mustang (cambiare car è una scelta di vita) che, per chi non lo sapesse, è una luminosa citazione del Guido Nicheli, il cumenda delle commedie all’italiana degli anni ’80 e ’90.

Ricapitoliamo:
Hofmann Orchestra.
“Ouverture”.
Rock tosto.
Ed è subito 2004.
Ecco, questo è tutto quello che vi serve sapere. Oltre a cercare di ricordarvi come cavolo si scrive correttamente Ouverture.

Marco Improta