La Grande Guerra è tornata prepotentemente agli onori della cronaca, soprattutto grazie al film “1917” ma, per quanto si tratti di un tema ampiamente dibattuto, c’è chi ancora riesce a dare un taglio diverso alla narrazione di quegli eventi, o più precisamente alle conseguenze di quel conflitto mondiale.

Nato da un progetto commissionato dall’Imperial War Museum, i Field Music realizzano il concept album “Making A New World”, una raccolta di 19 tracce ispirate dagli effetti della prima guerra mondiale, che raccontano come questi abbiano influenzato le nostre vite, dai primi interventi chirurgici per il cambio del sesso all’immissione sul mercato degli assorbenti femminili.

Il disco, registrato in un solo giorno, vede la partecipazione, oltre che dei fratelli Brewis, anche di Liz Corney alle tastiere, Kevin Dosdale alla chitarra e Andrew Lowther al basso. I brani sono brevi, un paio di minuti in media, e presentano sonorità e melodie che rispecchiano la natura art-pop dei Field Music, questa volta adattate alla caratteristica pedagogica del progetto.

I due brani strumentali che aprono l’album, Sound Ranging e Silence/After The Fact, durano meno di un minuto ciascuno e tra colpi d’artiglieria e pianoforte ci introducono al primo vero pezzo, Coffee Or Wine, che si contrappone al clima denso delle prime due tracce con un rock sbarazzino.

Seguono il pop-prog di Best Kept Garden e Between Nations, intervallate dal malinconico jazz di I Thought You Were Something Else. La ballad Change Of Heir parla delle prime tecniche di innesto cutaneo sui soldati feriti e delle attuali pratiche mediche per il cambio di genere.

Scende un’atmosfera eterica ascoltando From A Dream, Into My Arms, poi spezzata da frammenti di sonorità elettroniche in A Common Language Pt. 1 e A Common Language Pt. 2, fino alla stonata Nikon Pt. 2. La canzone Only In A Man’s World parla dello sviluppo degli assorbenti femminili e David Brewis esprime chiaramente il suo pensiero nel testo: “Why should a woman feel ashamed? Why, why, why? What kind of civilization has made the necessary conditions for procreation a luxury? Things would be different if the boys bled, too”.

L’esempio più lampante di come ancora oggi incidano gli effetti della Grande Guerra lo ascoltiamo in Money Is A Memory, traccia funkeggiante che racconta, dal punto di vista di un funzionario del Tesoro tedesco, il pagamento avvenuto nel 2010 da parte della Germania dell’ultima rata per i debiti di guerra imposti dal Trattato di Versailles nel 1919.

“Making A New World” è un buon disco nella sua varietà stilistica e si evince la cura dedicata dai fratelli Brewis nel produrlo, ma risulta troppo frammentato e le canzoni sembrano slegate dal tema trattato, al punto da rendere difficile un qualche coinvolgimento emotivo.

Stefano Sordoni