Paratico (Brescia), 24 marzo 2018

Il Belleville ha compiuto tre anni. E con questi tre anni, mi sono resa conto di quanto sia imprevedibile la vita e allo stesso tempo la musica. Il Belleville è un piccolo rifugio di pace con vista lago, in una provincia che, un po’ come tutte le province (come insegnano gli Zen Circus) era vuota e stimolante quanto una galletta di riso senza nutella sopra. E invece da tre anni a questa parte, questi pazzi ragazzi sono riusciti a creare un tutt’uno tra lago-musica-sorrisi-famiglia che è riuscito a riunire un popolo musicofilo ormai abbandonato a se stesso. A far scoprire a tanti che non esiste solo Vasco Rossi e che sedersi su grossi cuscini ad ascoltare una chitarrina acustica è come stare nel salotto di casa propria. In tutta questa passione, aggiungici un buon drink preparato al volo da chi ne sa.

In questa matta serata di festeggiamenti ho avuto le lacrime al cuore e potrò ricordarmi di quando Davide Toffolo, davanti a tutta questa gioia, si è tolto la maschera (perché a casa si sta comodi) e ha cantato fino a tardi per far cantare noi, che la sua musica l’abbiamo usata per diventare grandi. Ho scoperto Pietro Berselli, che ha dato inizio alle emozioni e infine ho ascoltato con cuore aperto Bianco, che con una chitarra in mano dà il meglio di sè. Sono tornata a casa senza voce, ma Belleville, ti devo confessare che grazie a te ho capito che “casa” non è solamente un luogo, ma un modo d’essere. Mille di questi anni.

Testo e foto di Giulia Bartolini