Firenze, 3 luglio 2019

 

È il Teatro Romano di Fiesole, riconosciuto come uno dei più antichi esistenti, ad ospitare con la sua suggestiva ambientazione la seconda tappa del tour di Cristina Donà e Ginevra Di Marco, che fa seguito all’album uscito lo scorso 28 giugno: un album nato da una ventennale amicizia tra le due artiste e prodotto grazie al crowdfunding tramite Musicraiser.

La location è, come detto, d’eccezione e le due danno il via al cammino (fil rouge del loro lavoro insieme) da sole sul palco, la Donà imbracciando l’acustica e la Di Marco con la sua voce calda: il benvenuto è quindi demandato a due brani, uno della prima e l’altro della seconda (Canto d’accoglienza e Nel Mio Giardino) prima che sul palco si presenti la band al completo.

Sullo sfondo dell’Anfiteatro, sopra le colline mugellane, c’è tempesta. Questo rende ancora più evocativa, attraente e maliosa la serata. Scorrono canzoni della Donà (Miracoli, Così Vicine) cantate in duetto, prima di Confine, presente nell’ultimo album e firmata (come la pimpante e folk In un Soffio) da Francesco Gazzé, fratello del più celebre Max: è l’occasione giusta per mandare messaggi universali di pace, fratellanza ed umanità, che vedono soprattutto la Di Marco particolarmente coinvolta.

Non mancano cover e reinterpretazioni: Io sì del mai troppo compianto Luigi Tenco, Le Rose Enflorence, già presente in precedenti lavori della Di Marco (che gioca praticamente in casa, essendo nata a Firenze), Del Mondo, vecchio brano dei CSI, progetto che a suo tempo ha fatto conoscere le due, Amandoti dei CCCP (della quale il tastierista Francesco Magnelli, compagno della Di Marco, rivendica – scherzando? – i diritti d’autore).

Ci sono anche momenti in cui le due vanno da sole: la Donà resta sul palco col solo Lanza (chitarra e basso in questa serata, ma già produttore della stessa artista milanese) al piano per dare voce alla sua Universo in medley con Across The Universe di casa Beatles, per poi lasciare spazio alla Di Marco che reinterpreta Canzone Arrabbiata con tutta la band: scherzo del destino, si alza un vento a sua volta inviperito, autunnale e a tratti oscuro, che rinfresca la serata e spettina musicisti e presenti sulle gradinate dell’anfiteatro.

C’è ancora tempo per far esplodere il lato rock della Donà con Tregua e Stelle Buone, prima che si ritrovi, nell’encore, calore, delicatezza ed emozione con Perpendicolare e J, due canzoni, una a firma della Donà l’altra della Di Marco, dedicata ai rispettivi figli, prima della chiusura affidata alla rivisitazione di Cambia Todo Cambia, già cavallo di battaglia della Di Marco in precedenti produzioni.

Il cammino delle due artiste è sicuro, affiatato ed appassionato: e loro sono brave, con il sorriso e la passione, a portarci per mano.

Anban