Firenze, 16 febbraio 2019

La Flog è ormai la Fortezza Bastiani per la musica non mainstream a Firenze: città famosa nel mondo per l’arte, quanto ad oggi totalmente arretrata a livello musicale. Tornano qui i Giardini di Mirò, che con il capoluogo toscano hanno un legame particolare: qua infatti venne registrato il loro primo “Rise and Fall of Academic Drifting” nel lontano 2001. E Corrado Nuccini ci tiene bene a ricordarlo.

Non molti i presenti, per un’età media che spazia tra i 30 e i 45. Ci fa capire quanto purtroppo i GDM non siano riusciti a far presa su un pubblico più giovane e, di converso, quanto sia di nicchia ma incredibilmente amata la loro musica dai fan. Il live segue l’uscita del loro nuovo lavoro sulla lunga distanza, quindi pronti-via ecco “Different Times” e le sue chitarre intrecciata e la bella Hold On. L’acustica è buona, anche se riesce difficilmente a reggere i potenti bassi della band emiliana. Avanti con il repertorio consolidato (Good Luck, Broken By, Pearl Harbor…), per poi tornare sull’ultimo album (Landfall, la magnetica Pity The Nation).

Diciamocelo, i Giardini di Mirò hanno sempre avuto una marcia in più, e sono uno dei pochi gruppi italiani che dal vivo sono clamorosamente meglio che su supporto: il live è la loro dimensione ideale, e anche questa serata fiorentina ne è la prova. L’encore li vede suonare la nuova Don’t Lie (putroppo senza Adele Nigro/Any Other), Rome, per concludere con la supernova finale di A New Start (For Swinging Shoes).

Assuefatto, stordito ed ammaliato, il pubblico applaude con sincera passione cotanta bellezza, per una grande serata in musica.

Anban