cokie the clown you're welcome

Anche i punk maturano. Questo “esordio” a nome Cokie The Clown (dopo l’apparizione nell’Ep omonimo del 2009), alter ego di Fat Mike, leader dei NOFX, ne è la dimostrazione. Mike se ne esce con un progetto difficile, duro, grezzo, autobiografico, a tratti imbarazzante, all’interno del quale racconta i suoi stati d’animo, i suoi sentimenti, storie assurde ma reali già snocciolate in “Una vasca per cesso e altre storie…”, una delle migliori biografie musicali di sempre.

Già questo sarebbe sufficiente per ascoltare con interesse questo lavoro, ma c’è di più, molto di più. Per la prima volta in una carriera più che trentennale, il nostro lascia infatti da parte i sicuri lidi del genere che ha contribuito a diffondere tra tutti gli adolescenti ribelli del mondo a favore di dieci tracce con le quali affronta i generi più disparati in modo intimo e spesso sofferente.

L’opener Bathtub, solo voce e singole note di piano, è già a dir poco straniante e conduce l’ascoltatore nell’inferno personale del clown Cokie, ovvero Fat Mike quando non è impegnato nel ruolo autocucitosi addosso del buffone. Ma è con Fair Leather Friends, brano dall’animo orchestrale con tanto di archi e clarinetto, che si inizia ad apprezzare in pieno il progetto. The Queen Is Dead, dedicata alla memoria dell’amica sadomaso Naja, poggia su un’emozionante arpeggio di chitarra acustica, Swing and a Miss parla di un amico morto a causa di vari eccessi quando il cantautore, perché così possiamo sicuramente chiamarlo, aveva solo 19 anni, mentre Down with the Ship è l’unico brano ripreso dalla discografia della band madre, anche se qui il mood è più tragico e malinconico.

Arriva quindi il momento di Negative Reel, una presentazione sui generis del punk rocker (guardate qui sotto il disturbantissimo videoclip), che lascia poi spazio alla ballad per pianoforte That Time I Killed My Mom, ed è da pura pelle d’oca. In Fuck You All fanno la loro comparsa le chitarre elettriche, mentre Pre Arraigned Marriage parla degli esiti disastrosi del matrimonio di Mike su base reggae, cupa e notturna.

Il finale è affidato a Punk Rock Saved My Life, semplicemente una delle più belle canzoni mai scritte dal musicista. Il brano, riprendendo finalmente e trionfalmente il suono punk rock da sempre amato, è una preghiera laica di ringraziamento verso il punk e soprattutto verso l’unica vera famiglia mai avuta dal nostro amato clown ciccione: i NOFX. Un grandissimo lavoro di scrittura, composizione, apertura. Difficile invecchiare meglio.

Andrea Manenti