Milano, 21 ottobre 2019

In Italia non suonavano da otto lunghissimi anni. Un’assenza prolungata, che iniziava a pesare parecchio, almeno per chi ha avuto la fortuna di vivere gli anni d’oro della storica band di Sacramento. Ma alla luce del live all’Alcatraz di Milano, l’aggettivo “storica” potrebbe coprire i Cake di un sottile velo di polvere che non rende loro giustizia. Il gruppo guidato dal carismatico John McCrea, infatti, è apparso ancora in splendida forma, seppur con qualche capello bianco in più. Sotto gli occhi adoranti di un pubblico composto per lo più da nostalgici in prossimità dei quaranta, i cinque indierockers americani hanno ripercorso la loro carriera in una scaletta che ha accontentato tutti.

Nella prima parte del concerto, più intima e pacata, sono spiccate le indimendicabili Meanwhile, Rick James… e Rock’n’Roll Lifestyle, il primissimo singolo del 1994, con la cover di Pheraps, Pheraps, Pheraps a stemperare i toni. La seconda parte si è invece aperta con una bizzarra “gara” a chi tra il pubblico avesse indovinato per primo il nome di una pianta piazzata sul palco. Per la cronaca, nonostante le sembianze fossero chiaramente quelle di un bergamotto, si trattava in realtà di un pompelmo (parola di Mr. McCrea), poi assegnato alla vincitrice. Scaldata la platea, i Cake hanno proseguito con una sfilza di altre vecchie hit, tra cui Love You Madly, Sheep Go to Heaven, la ballatona Mexico, Never There, l’immancabile cover di I Will Survive e l’inattesa War Pigs dei Black Sabbath. Una serata da ricordare, sperando di non dover attendere altri otto anni.

 

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Ph: Elisa Catozzi