
Due gattini davanti alla console di un mixer: ecco come si presenta il primo album degli Asma, duo camuno composto da Sergio Alberti alla batteria e Manuel Bonzi, già conosciuto in ambito indie come Il Re Tarantola, alla chitarra e alla voce. Non lasciatevi ingannare dalla copertina tenera e pelosa, però, perché i due musicisti sono dediti a una musica violenta, figlia di Jesus Lizard e White Stripes. Violenza che è anche il tema principale di ognuna delle dodici canzoni in scaletta, qui intesa come motore del mondo contemporaneo, di questa società da terzo millennio che in quanto a soluzioni su pressoché ogni cosa è ancora purtoppo ben salda su posizioni che antichi imperi, superstizioni medioevali e stermini novecenteschi non sono riusciti per contrappasso a eliminare. Chi conosce l’autore dei testi e delle musiche di questo disco può facilmente immaginare che il tutto non risulta pesante, anzi, diventa immediatamente ironico e quindi catartico. Ecco cos’è questo album: una meravigliosa catarsi di cui dobbiamo solo che essere grati. L’unico brano che cito è il geniale A.S.M.A., nel quale l’intero testo è composto da parole che iniziano con le lettere A, S, M e A, sempre nel giusto ordine. Chapeau.
Andrea Manenti

Mi racconto in una frase: insegno, imparo, ascolto, suono
I miei 3 locali preferiti per ascoltare musica: feste estive (per chiunque), Latteria Molloy (per le realtà medio-piccole), Fabrique (per le realtà medio-grosse)
Il primo disco che ho comprato: Genesis “…Calling All Stations…” (in verità me l’ero fatto regalare innamorato della canzone “Congo”, avevo dieci anni)
Il primo disco che avrei voluto comprare: The Clash “London Calling” (se non erro i Clash arrivarono ad inizio superiori…)
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso: adoro Batman
