Asma band

Due gattini davanti alla console di un mixer: ecco come si presenta il primo album degli Asma, duo camuno composto da Sergio Alberti alla batteria e Manuel Bonzi, già conosciuto in ambito indie come Il Re Tarantola, alla chitarra e alla voce. Non lasciatevi ingannare dalla copertina tenera e pelosa, però, perché i due musicisti sono dediti a una musica violenta, figlia di Jesus Lizard e White Stripes. Violenza che è anche il tema principale di ognuna delle dodici canzoni in scaletta, qui intesa come motore del mondo contemporaneo, di questa società da terzo millennio che in quanto a soluzioni su pressoché ogni cosa è ancora purtoppo ben salda su posizioni che antichi imperi, superstizioni medioevali e stermini novecenteschi non sono riusciti per contrappasso a eliminare. Chi conosce l’autore dei testi e delle musiche di questo disco può facilmente immaginare che il tutto non risulta pesante, anzi, diventa immediatamente ironico e quindi catartico. Ecco cos’è questo album: una meravigliosa catarsi di cui dobbiamo solo che essere grati. L’unico brano che cito è il geniale A.S.M.A., nel quale l’intero testo è composto da parole che iniziano con le lettere A, S, M e A, sempre nel giusto ordine. Chapeau.

Andrea Manenti