Ty Segall and White Fence – Joy: Recensione

L’iperproduttività di Ty Segall è manifesta e non accenna a placarsi, tra lavori solisti, collaborazioni, e quant’altro. Il rischio, in questi casi, è che l’estrema prolificità trovi di converso un livellamento...

Major Murphy – No. 1: Recensione

Ecco “No. 1”, l’album d'esordio del trio originario di Grand Rapids, Michigan. Jacob Bullard, Jacki Warren e Brian Voortman, in arte Major Murphy, hanno messo a punto una tracklist costituita da dieci singoli c...

Body/Head – The Switch: Recensione

La parola noise, in un contesto musicale, si traduce con rumorismo. Questo movimento nacque insieme ad altri manifesti culturali quali il futurismo e il dadaismo. Nel corso degli anni si trasformò in varie form...

Warmduscher – Whale City: Recensione

Secondo album per la superband londinese Warmduscher, composta da membri di Fat White Family, Paranoid London e Insecure Men. Atmosfera lo-fi, undici pezzi registrati in due giorni, sonorità che sembrano proven...

The Decemberists – I’ll Be Your Girl: Recensione

Il primo ruggito dopo un silenzio che non si interrompeva da tre anni è stato Severed, il singolo uscito direttamente dagli anni ’80 che precedeva l’album della svolta dei Decemberists. Una svolta che lascia co...

Janelle Monae – Dirty Computer: Recensione

Classe 1985, forgiata dalla vita di Kansas City, Janelle Monae ha stile da vendere. Il suo ultimo disco, “Dirty Computer”, uscito cinque anni dopo “The Electric Lady”, mostra in modo lampante agli occhi di quei...

Johnny Marr – Call the Comet: Recensione

Ecco “Call the comet”, il nuovo lavoro a firma dell’illustre sconosciuto Johnny Marr (o almeno così viene trattato), perché troppo scontato sarebbe fare paragoni con ciò che ha creato con i The Smiths. L’album ...