Conor Oberst – Salutations: Recensione

Armonica sulla bocca, Conor Oberst è tornato. Non si è fatto aspettare tanto, ma è cambiato. O meglio, ha dimostrato di saper evolvere il suo discorso e la sua poetica, di saperla declinare con sonorità più com...

Jesus and Mary Chain – Damage and Joy: Recensione

Punto primo: non aspettatevi i Jesus and Mary Chains di trent'anni fa, ma una loro evoluzione, che magari non sarà gradita da tutti, sì. Come il ritorno dei Pixies nel 2013, “Damage and Joy” è un lavoro che ha ...

Cloud Nothings – Life Without Sound: Recensione

“No use in life without sound”, ovvero “la vita senza la musica non ha senso”, sentenzia Dylan Baldi in “Things Are Right With You”. E forse è l’unica cosa che azzecca. Ma facciamo un passo indietro. Cloud Noth...

Dirty Projectors – S/T: Recensione

I Dirty Projectors ritornano dopo cinque anni (è davvero passato così tanto tempo?) dal loro ultimo lavoro e lo fanno con un disco che porta il loro nome. Scelta che hanno fatto praticamente tutti con il propri...

Julitha Ryan – The Winter Journey: Recensione

A quasi cinque anni dall’esordio con "Lucky girl", Julitha Ryan confeziona "The Winter Journey", dimostrando come l’inverno più freddo possa scatenarsi anche alle porte della primavera. Per l’artista australian...

Temples – Lades: Recensione

Avete presente quelle belle giornate in cui non vorreste far altro che chiudervi in una vasca di deprivazione sensoriale? In cui pensate di non poter sentire una parola di più, in cui vorreste solo ascoltare il...