A tre anni di distanza dal bellissimo “Most Messed Up”, tornano in scena i padrini dell’alternative country Old 97’s con la loro diciannovesima uscita discografica in ben ventiquattro anni di onorata carriera musicale. In questa ennesima fatica la band texana si riconferma in forma mescolando ancora una volta sapientemente le radici country e blues con un’attitudine punk ed una musicalità da far invidia a molte band più giovani.

Gli undici brani in scaletta non presentano soltanto una band che sa sicuramente fare il suo mestiere, ma anche una band che lo fa con grande passione. Si inizia con l’anthemica “I Don’t Wanna Die in This Town” ed i suoi sogni di gloria e rock’n’roll, si prosegue con la ballabile “Bad Luck Charm” e ci si ritrova catapultati in un vecchio saloon western; “All Who Wander” presenta l’anima più calma e riflessiva di Rhett Miller e soci, “Jesus Loves You” quella più frenetica e sbarazzina.

“Good With God” e il suo magnifico tremolo ci porta in sella a un cavallo in corsa nel deserto, “She Hates Everybody” è pop folk irresistibile, mentre “Irish Whiskey Pretty Girls” riesce nell’impresa quasi impossibile di unire velocità punk a melodie poguesiane senza somigliare a niente di già fatto da band come Dropkick Murphys, Flogging Molly e compagnia bella. “Nobody”, forse grazie alla somiglianza con l’immortale “Misirlou”, gode di atmosfera tarantiniana, in “Drinkin’ Song” i nostri accendono i motori e fanno fuoco e fiamme, “Turns Out I’m Trouble” è più notturna, la finale “Those Were The Days” la giusta chiusura delle danze. Ascoltare gli Old 97s si conferma ancora un grande piacere.

Andrea Manenti