Stranger Things 3 da domani sarà su Netflix e la piattaforma on-line ha pubblicato un video sottotitolato in italiano che riassume le prime due stagioni. Finn Wolfhard (Mike Wheeler), Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson), Noah Schnapp (Will Byers) e Sadie Sink (Max Mayfield) raccontano gli eventi degli anni scorsi, accompagnati da un montaggio delle scene principali. Se volete prepararvi ai nuovi episodi questo è il video che dovete guardare:
Vi ricordiamo la trama ufficiale della serie:
È il 1985 a Hawkins, Indiana, e l’estate si sta scaldando. Le scuole sono chiuse, c’è un nuovo centro commerciale in città, e la banda di Hawkins è sulla soglia dell’età adulta. L’amore germoglia e complica le dinamiche di gruppo, quindi [i nostri eroi] devono trovare il modo di crescere senza dividersi. Intanto, il pericolo si profila all’orizzonte. Quando la città è minacciata da nemici vecchi e nuovi, Undici e i suoi amici scoprono che il male non ha una fine; si evolve. Ora devono unire le forze per sopravvivere, e ricordare che l’amicizia è sempre più forte della paura.
Intanto anche Uan sembra c’entrare nella storia…

smemorato cronico, sognatore ostinato e cercatore compulsivo di dischi capaci di rimettere in ordine (almeno il mio) mondo, nonfoss’altro per la durata di una canzone. Bazzico questo meraviglioso postaccio dal 1998, convinto di essere sempre indie prima degli altri, anche di me stesso.
I miei 3 rifugi sonori: Il Bloom di Mezzago, l’Arci Bellezza e il Gagarin a Busto Arsizio. Nel cuore però rimarranno per sempre Spazio Musica a Pavia e il Babylonia in quel di Ponderano, nel Biellese.
Il primo disco comprato: la cassetta con il retrocopertina non censurato di Appetite for Destruction dei Guns.
Il primo disco che avrei voluto comprare: I Mostri di Thimothy dei Motorpsycho.
Una cosa che probabilmente non vi servirà sapere: parafrasando John Fante, ogni tanto mi sembra di intravedere il lato più tragicomico dell’esistenza. Poi metto su un disco che vale davvero la pena ascoltare e, per una quarantina di minuti, il mondo torna ad avere un senso. E anche farne parte, tutto sommato, non mi dispiace.
