Il Festival Beat in questa edizione gioca d’anticipo e presenta quella che forse sarà la next big thing della scena psych/Garage americana. Stiamo parlando di Ron Gallo, il cui album Heavy Meta ha raccolto consensi da ogni parte tra gli addetti ai lavori.
L’artista di Philadelphia ha un mix di influenze che lo portano a dare nuova linfa al suono di attitudine sixties e seventies perché il Paisley Underground di scuola Dream Syndicate viene riletto secondo le urgenze della nostra epoca come del resto il garage non dimentica la lezione di Ty Segall, mentre sul versante diciamo punk a livello attitudinale come anche certo glam, vengono visti come spunti per dare freschezza ad un suono che che scorre via senza intoppi. Ron Gallo rinnova persino l’attitudine del cantautorato classico e roots americano, non rinunciando mai all’approccio rock’n’roll del suono.
Eccovi le nostre foto della serata
Foto di Anna Lisa Botti

Mi racconto in una frase:
Gran rallentatore di eventi, musicalmente onnivoro, ma con un debole per l’orchestra del maestro Mario Canello.
I miei tre locali preferiti per ascoltare musica:
Cox 18 (Milano), Hana-Bi (Marina di Ravenna), Bloom (Mezzago, MB)
Il primo disco che ho comprato:
Guns’n’Roses – Lies
Il primo disco che avrei voluto comprare:
Sonic Youth – Daydream Nation
Una cosa di me che penso sia inutile che voi sappiate ma ve la racconto lo stesso:
Ho scritto la mia prima recensione nel 1994 con una macchina da scrivere. Il disco era “Monster” dei Rem. Non l’ha mai letta nessuno.
