Truth_Is_a_Beautiful_Thing_-_London_GrammarSono passati 4 anni da If You Wait, primo lavoro del trio londinese London Grammar, sorprendente perla dello scenario dream pop elettronico arrivato anche al secondo posto della classifica inglese. Un successo di pubblico e critica che avrebbe potuto mettere delle pressioni ad Hannah Reid e soci.

I London Grammar tornano con Truth Is a Beautiful Thing. Ed è una bella conferma, realizzato con l’aiuto di Greg Kurstin e Paul Epworth – produttori di una certa caratura pop visto che hanno messo mano anche negli album di Adele.
L’album ha una sonorità che rimane fedele al primo lavoro con una maturazione nella gestione dei suoni e, senza dubbio, con una cura maggiore. Oltre alla inconfondibile voce di Hannah, le note di piano riverberato e quelle della chitarra – colonne portanti del primo lavoro – si legano agli arrangiamenti tanto minimal nel suono quanto complessi nella realizzazione. Il risultato che ne esce è un album che suona benissimo ma alla lunga stanca. Tutte le canzoni  che compongono Truth Is a Beautiful Things sono realizzate alla perfezione e danno quel senso di immensità e calma che si prova solo guardando il mare quando è piatto, forse anche troppo piatto. Le uniche onde che provano a smuovere la situazione sono Everyone Eyes e Non Believer, in cui si accenna ad un ritmo più beat rispetto al resto dell’album che poi torna ad essere un po’ troppo monotono e finisce per stancare.

È come se Truth Is a Beautiful Things fosse tanto perfetto quanto noioso. Non c’è una cosa fuori posto ma allo stesso tempo manca di qualche particolarità che posso dare una marcia in più.

Bisogna riconoscere ai London Grammar una certa onestà nel voler confermare quanto fatto sentire con If You Wait, senza aver cercato di muovere verso stili ormai più affini alle vendite come potrebbe essere il mondo XX o quello di un’altra voce incredibile come quella dei Florence + The Machine. Questo però li ha portati ad arroccarsi all’interno del loro mondo creando qualcosa fin troppo monotono perchè alla fine dell’ascolto ne rimanga traccia.

La verità è una cosa bellissima ma certe volte una piccola bugia rende le cose più interessanti.

 

Tracklist:

01. Rooting for You
02. Big Picture
03. Wild Eyed
04. Oh Woman Oh Man
05. Hell to the Liars
06. Everyone Else
07. Non Believer
08. Bones of Ribbon
09. Who Am I
10. Leave the War with Me
11. Truth Is a Beautiful Thing

Simone Casarola (@simocasarola)

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