Autore, cantante, MC e performer della scena underground italiana, voce dei noti LNRipley, dopo aver calcato i palchi dei più importanti festival e club italiani e internazionali e aver collaborato con numerosi artisti tra cui Salmo e Gemitaiz, a due anni dal debutto solista Victor Kwality ha pubblicato “Dinosauri”, il nuovo Ep su etichetta Sugar Music (qui la nostra recensione). Quattro nuovi brani, a cui si aggiunge la personale rivisitazione della celebre canzone di Pierangelo Bertoli, A Muso Duro, che, con la collaborazione del producer Stefano Tartaglini, in arte Stabber, vedono Victor Kwality cantare per la prima volta in italiano.

A cura di Nicola Braga

 

 

Victor, com’è stato scrivere per la prima volta in italiano? Che feedback hai avuto?

È una cosa che avevo in animo da fare da un po’ di anni e che con Stabber è venuta naturale, un produttore che per me è diventato amico e a tutti gli effetti un compagno di avventura.

Cosa hai ascoltato per prepararti alla scrittura del disco?

Di tutto, non sono solito ascoltare gli altri pensando ai miei brani, ascolto gli altri proprio per dimenticare la mia musica, per distrarmi e per trarre forse un’ispirazione inconscia.

L’unico ft. dell’album è con 1403 (fourteeno3), come è nata la collaborazione? Come si è svolta la stesura? È possibile un lavoro più esteso in coppia?

Conosco 1403 da diversi anni e da tempo ci dicevamo di fare qualcosa insieme, quando ci siamo sentiti su Full Moon non abbiamo avuto dubbi.

Non credi che il mercato inglese sia più pronto a sonorità d’avanguardia come le vostre?

Sicuramente sì, ma abbiamo scelto proprio di lasciare il cantato in italiano perché sentivamo che era il momento giusto. Abbiamo deciso di farlo anche se cantando in inglese avremmo avuto più possibilità all’estero. Poi chi lo sa, magari lo tradurremo!

Com’è nata la scelta della cover di Bertoli? Conoscevi già da quella canzone o l’hai scoperta recentemente?

Sì, conoscevo già il brano, e in generale ho sempre apprezzato la forza delle sue parole e delle sue immagini, sono onorato di aver iniziato il mio percorso italiano con un autore così importante e con un testo così attuale e bello. Gli auguri della famiglia Bertoli poi sono stati davvero un regalo speciale.

Il tuo sound è a dir poco mutevole, indecifrabile quasi. In quale direzione sta andando Victor, come artista e come uomo?

Sì, sono in continuo movimento, come artista e come uomo, e credo che la forza del singolo sia la relazione con il mondo e con l’ altro, cosa che per forza ti rende mutevole. Credo che la direzione non sia importante, credo che l’ importante sia essere coerenti e onesti con se stessi e con il mondo.

Ai prossimi live come verrà proposto l’Ep? Ci sarete solo tu e Stabber o avrai una band alle spalle? Che dimensione avranno i live?

L’ idea è quella di avere un live modulabile, in alcune situazioni ci saremo solo Stabber ed io e in altre avremo un musicista che ci accompagna. Al Mi Ami Festival, sabato 25 maggio, saremo in tre.