Castellina Marittima (Pisa), 4 agosto 2020

Mi girano in testa, da giorni, le parole di Davide Mancini, mente e anima di Musicastrada, che è quel festival bellissimo che porta la musica “pop”olare in luoghi solitamente non deputati a tutto ciò.

Davide, 20 anni di esperienza con Musicastrada, una vita spesa letteralmente nella musica dal vivo, riflette ad alta voce: “Io voglio riportare la musica alla sua vera essenza, renderle quel ruolo centrale che, in anni di palchi enormi, scenografie all’ennesima potenza e volumi altissimi, le è stato rubato. Riportarla a essere la ragione ultima e sola per cui ci muoviamo, la sola, unica e vera essenza di un concerto”

Giovanni Truppi stasera è tutto questo. Dentro a un tramonto magnifico, davanti a un cielo che vorrebbe piovere ma non può, la pioggia sconfitta dalle note, Giovanni inanella le sue storie. Rotola dentro la sua musica con quell’accento sarcastico, ironico e disincantato che è la sua cifra stilistica.

Giovanni non canta, lui racconta.

Giovanni non suona, lui esplode.

Solo con il suo pianoforte, Giovanni Truppi delinea storie, regala perle, racconta magie che hanno il potere di fermare il tempo. La versione solo voce e pianoforte delle sue canzoni (Stai andando bene Giovanni, Superman, la disarmante poesia di Conoscersi in una situazione di difficoltà e Mia) è il dono, doloroso e immenso, che fa al suo pubblico.

In quest’estate strana, in questo tempo sospeso fra la paura e la ripartenza, Giovanni Truppi e Musicastrada ci fanno il dono più importante: l’emozione, bella dolorosa e intensa, della pura musica.

“Con un piede nel passato. E lo sguardo dritto aperto nel futuro”. Così cantava Pierangelo Bertoli nel 1979. Così, qui, siamo ancora oggi.

 

Testo ed immagini sonore a cura di Stefania Pucci

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