Partiamo con due precisazioni: la data alla Latteria Molloy di Brescia è stata per Dente la prima di presentazione del nuovo album “Canzoni per metà”. Inoltre è stata anche la prima data in cui il cantautore emiliano ha avuto come backing band la formazione rock bergamasca dei Plastic Made Sofa.

La recensione del disco

imgpsh_fullsize“Canzoni per metà”, settimo album in un decennio per il nostro, è una sorta di esperimento musical-lirico, che gode di buone canzoni a volte frutto di giochi linguistici (il “che” iterativo di Geometria sentimentale, la rima baciata di L’amore non è bello, il “si” impersonale di Senza stringerti), a volte di puro sentimento amoroso (corrisposto o meno) come nel singolo Cosa devo fare, nella dolce-amara I fatti tuoi o nella malinconica Se non lo sai. La vera novità di questo lavoro risiede però nell’alto numero di divertissement (brevissime canzoni dal sapore spesso ironico che sanno più di bozzetti piuttosto che di vere e proprie opere compiute) quali l’anteprima del disco Curriculum, l’apripista Canzoncina, con la frase già must “non ti preoccupare non la sentirà nessuno: i cantautori non vendono più”, la gioia violenta di Appena ti vedo o la semplicemente bellissima Come eravamo ieri.

Report: live alla Latteria Molloy di Brescia (20/10/2016)

155221558-32ae0166-e1a3-43e8-8223-2495d5645c55Veniamo ora al live. Dente per portare su un palco quella che è la sua opera più minimale dai tempi di “Non c’è due senza te” (2007) gioca d’azzardo e vince. La scelta vincente l’abbiamo già accennata ed è quella di chiamare come backing band i Plastic Made Sofa, i quali durante tutta l’ora e mezza di show riescono a trasmettere al pubblico tutta l’energia, la tensione e la botta viva della gioventù. A goderne sono brani nuovi come i già citati Appena ti vedo, che in questa veste sembra prendere una rincorsa quasi punk, Canzoncina, che si fonde mirabilmente con Scanto di sirene (accenno che era già presente sul disco) o Cosa devo fare e i suoi ricami ripetitivi, ma sono soprattutto i vecchi classici già di loro natura orientati verso un mondo più rock a goderne i maggiori benefici. Beato me ha una forza elettrica potentissima, la tripletta A me piace lei, Quel mazzolino e Buon appetito suona sixties da tutti i pori, la mai troppo apprezzata La cena di addio si trasforma in una ballad dal sapore dylaniano. Plauso di dovere al chitarrista Simone che spesso è chiamato a sostituire il suo strumento con il pianoforte e che riesce a dare il meglio in una delicatissima versione a due con Dente di Baby building: la sua emozione è tangibile ed è trasmessa a tutto il pubblico.

Parlavamo di un doppio esperimento all’inizio di questa recensione e la sensazione è che Dente ce l’abbia fatta in entrambe le sue dimensioni: quella in studio quasi in toto, quella live completamente.

SCALETTA: Come eravamo noi / Canzone di non amore / Piccolo destino ridicolo / Canzoncina / Scanto di sirene / Chiuso dall’interno / Noi e il mattino / Fatti viva / Cosa devo fare / Coniugati passeggiare / Beato me / La settimana enigmatica / Baby building / Senza stringerti / Invece tu / Curriculum / A me piace lei / Quel mazzolino / Buon appetito / I fatti tuoi / Giudizio universatile / Saldati // Appena ti vedo / La cena di addio / Vieni a vivere

Andrea Manenti